#storiadellafotografia

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Il mio obiettivo, durante i workshop in viaggio, è di aumentare la consapevolezza e stimolare la creatività dei partecipanti.
Lo scopo dei miei workshop è la creazione di uno o più progetti finiti che siano da considerare esercizi pratici per capire come procedere, successivamente, alla creazione dei propri lavori. I fotografi non sono professionisti, alcuni partono da zero, altri hanno già prodotto portfolio. Sono tanto soddisfatta di loro.

Vi aspetto al prossimo workshop a Marrakech, qui le info.

https://saramunari.blog/2018/11/20/i-lavori-dei-miei-studenti-a-tokyo-bravi/

©Ernesto Bazan "Nell'autunno del 1992 ho fatto il mio primo viaggio a Cuba, in un tour a pacchetto economico acquistato a Merida, in Messico.
Per molti anno avevo fortemente desiderato Cuba, come se desiderassi una donna che incontri solo una volta nella vita e che non riesci a toglierti dalla mente. Sono quasi sicuro di aver vissuto lì in un' altra vita.
Non avrei mai immaginato che a Cuba avrei trovato il mio destino, che laggiù una parte molto importante della mia esistenza, sia da uomo che da fotografo, era stata già determinata.
Per 14 anni ho dedicato tutta la mia vita a fotografare questo periodo di transizione, definito da Fidel Castro come "El periodo especial". Con il crollo dell'Unione sovietica, il paese è stato invitato a vacillare verso un futuro incerto, lasciando i cubani ad affrontare terribili difficoltà e profondi cambiamenti"

ENGLISH
"In the fall of 1992, I made my fist trip to Cuba, on a cheap weeklong package tour bought in Merida, Mexico.
For many years I had strongly desired Cuba, as if longing for a woman that you meet only once and can’t get out of your mind. I’m almost certain I lived there in another life.
Never could I have imagined that in Cuba I’d find my destiny, that over there a very important part of my existence both as a man and as a photographer had already been determined.
For fourteen years, I devoted my entire life taking pictures of this transitional time referred to by Fidel Castro as El Periodo Especial.
With the collapse of the Soviet Union, the country was sent reeling towards an uncertain future, leaving Cubans to face dire hardships and profound changes." #ernestobazan #cuba #streetphotography #fotografia #photography #fotografiessenziali #photographer #blackandwhitephotography #fotografiadistrada #art #photo #storiadellafotografia #fotodelgiorno #picoftheday #photooftheday

Oggi domenica 18 novembre 2018, dalle 15 alle 19, per l’ultimo giorno di mostra
“Fotografi nelle Marche dal 1900 al 1950 / Gaetano Baviera a Fano” saranno presenti per una visita guidata i curatori della mostra Paolo Talevi e Marcello Sparaventi, presso il piano terra della Memo Mediateca Montanari, in piazza Pier Amiani a Fano (PU).
Sono in esposizione 100 fotografie originali provenienti da archivi pubblici e collezioni private, realizzate nella prima metà del Novecento dai fotografi:
Il fanese Gaetano Baviera (Senigallia, 1860 - Fano, 1919), i maceratesi Tullio Bernardini (1878-1948) ed Ivo Pannaggi (artista e futurista 1901-1981), il recanatese Michele Rughini (1870-1948), il cuprense Gino Cimini (1901-1969), il pittore-fotografo di San Severino Remo Scuriatti (1901-1972), l’anconetano Vittorio Piergiovanni (1921-2010).
“Memo/Fotografia” è una rassegna annuale dedicata alla storia della fotografia italiana, ideata dall’associazione “Centrale Fotografia” in collaborazione con il Comune di Fano, Memo Mediateca Montanari e Biblioteca Storica Federiciana, la mostra è curata da Paolo Talevi e Marcello Sparaventi, in collaborazione con Vincenzo Marzocchini, Luigi Ricci e Luciana Agostinelli.
In mostra è disponibile il libro “Fotografi nelle Marche 1900-1950” di Vincenzo Marzocchini e Luigi Ricci, edito dalle edizioni Marvin.
Nella foto della scorsa edizione da sinistra l’illustre storico della fotografia Italo Zannier con Paolo Talevi e Marcello Sparaventi.
Buona visita con l’ingresso libero! #storyofphotography #storiadellafotografiaitaliana #photographer #fano #pesarourbino #centralefotografia #marche #arte #artecontemporanea #mediatecamontanari #storiadellafotografiaitaliana #storiadellafotografia #libro #lettura #fotografare #italozannier #biblioteca #biblio #fanofoto

Questa è forse una delle mie fotografie preferite in assoluto: Pete McBride, Plastica Sacra.
Sulle rive del Gange, con l'Himalaya sullo sfondo, una vacca, l'animale sacro per eccellenza in India, si staglia su un'immensa distesa di rifiuti, quasi tutti di plastica, in fiamme. In quella regione l'uso di borse di plastica è vietato, eppure ogni giorno i rifiuti si riversano in mare, oppure vengono dati alle fiamme dopo essere stati setacciati dai bambini.
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Oggi sabato 17 novembre 2018 dalle 10 alle 19 alla Memo Mediateca Montanari di Fano e domani domenica 18 novembre 2018 dalle 15 alle 19, ultimi due giorni per visitare una mostra che ha avuto notevole successo: “Fotografi nelle Marche dal 1900 al 1950 / Gaetano Baviera a Fano” fino al 18 novembre 2018 con ingresso libero.
Presso il piano terra della Memo Mediateca Montanari in piazza Pier Amiani a Fano (PU).
Sono in esposizione 100 fotografie originali provenienti da archivi pubblici e collezioni private, realizzate nella prima metà del Novecento dai fotografi:
Il fanese Gaetano Baviera (Senigallia, 1860 - Fano, 1919), i maceratesi Tullio Bernardini (1878-1948) ed Ivo Pannaggi (artista e futurista 1901-1981), il recanatese Michele Rughini (1870-1948), il cuprense Gino Cimini (1901-1969), il pittore-fotografo di San Severino Remo Scuriatti (1901-1972), l’anconetano Vittorio Piergiovanni (1921-2010).
Ideata dall’associazione “Centrale Fotografia” in collaborazione con il Comune di Fano, Memo Mediateca Montanari e Biblioteca Storica Federiciana, la mostra è curata da Paolo Talevi e Marcello Sparaventi, in collaborazione con Vincenzo Marzocchini, Luigi Ricci e Luciana Agostinelli.
In mostra è disponibile il libro “Fotografi nelle Marche 1900-1950” di Vincenzo Marzocchini e Luigi Ricci, edito dalle edizioni Marvin.
Buona visita! #photographer #fano #arte #book #artecontemporanea #centralefotografia #photography #photographer #marche #pesarourbino #fotografiaitaliana #marchefotografia #storyofphotography #storyofphoto #storiadellafotografia #storiadellafotografiaitaliana

La vita sono momenti da ricordare, perché il presente è solo parziale percezione.



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"A Cuba ho riscoperto la mia infanzia perduta, mi sono innamorato, sono diventato padre e sviluppato come fotografo ... Ho trascorso quattordici anni intensi della mia vita, come un "cubano", con la mia famiglia e gli amici, persone semplice e sagge che lavoravano la terra." Per il fotografo siciliano Ernesto Bazan, Cuba era molto più che un progetto fotografico: era un luogo che cambia la vita e con cui condivideva uno stretto legame. Bazan ha messo piede a Cuba nel 1992 durante l'era più difficile della storia dell'isola, soprannominata "el periodo speciale", "il periodo speciale": un'era inaugurata da Fidel Castro in un discorso del 1989 in cui invitava il suo popolo a "stringere la cinghia". È questo il periodo in cui è avvenuto il crollo dell'Unione Sovietica, aggravato anche dall'embargo statunitense: Bazan ha vagato per le strade de L'Avana documentando i negozi vuoti, le infinite file di persone e la lotta disperata per sopravvivere di fronte a un futuro incerto. "In Cuba I rediscovered my lost childhood, fell in love, became a father and developed as a photographer... I spent fourteen intense years of my life there, as a "Cuban", with my family and friends, simple, wise people who worked on the land."
For the Sicilian photographer Ernesto Bazan Cuba was much more than a photography project. It was a life-changing place with which he shared a close bond. Bazan first set foot in Cuba in 1992 during the
most difficult era in the island's history, dubbed 'el periodo especial', 'the Special Period': an era ushered in by Fidel Castro in a 1989 speech wher
he famously called on his people to 'tighten their belts'. This was a time of
brought on by the collapse of the Soviet Union and exacerbated by the US embargo. Bazan wandered through the streets of Havana documenting the empty stores, the endless queues of people, and the desperate struggle to survive in the face of an uncertain future.

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Stereoscopica. Novembre 1921.
Via Pieve a Celle a Pistoia. L'antico frantoio e mulino, quasi un secolo fa. #toscana #frantoio #storiadellafotografia #stereoscopic #pistoia #agriturismo

Ultimi giorni utili per visitare “Fotografi nelle Marche dal 1900 al 1950 / Gaetano Baviera a Fano” in mostra alla Memo Mediateca Montanari di Fano in piazza Amiani, fino al 18 novembre 2018, in occasione della quarta edizione della rassegna annuale Memo/Fotografia ideata dall’associazione “Centrale Fotografia”. Oggi giovedì 15 novembre, venerdì 16 e sabato 17 aperta dalle 10 alle 19, mentre domenica 18 ultimo giorno dalle 15 alle 19.
Buona visita con ingresso libero.
Foto di autorevoli autori marchigiani della prima metà del Novecento che troverete in esposizione, ed il libro che accompagna l’evento a disposizione del pubblico interessato. #storyofphoto #storyofphotography #storiadellafotografia #storiadellafotografiaitaliana #centralefotografia #marchefotografia #marche #fano #pesarourbino #biblioteca #biblio #fotodigruppo #fotografia #storia #society #societa #arte #artecontemporanea #fotografi

Ernesto Bazan, classe 1959.
Nato a Palermo, si trasferì a New York nel 1979 per studiare fotografia.
Nel 1982 ha vinto il primo premio nella categoria dei giovani fotografi al Festival internazionale di fotografia di Rencontres d'Arles ed è stato invitato a far parte di Magnum. Nel 1983 viaggiò in Asia con una borsa di studio assegnata da Paris Match. Ha lavorato come freelance per titoli americani ed europei, e nel 1982 ha pubblicato "Il passato perpetuo", un progetto sulla comunità italo-americana di New York. Nel 1993 ha pubblicato "Passing Through". Nel 1992 si é unito a "Contrasto" e ha iniziato un progetto su Cuba, per cui ha vinto il primo premio nella categoria Daily Life del concorso World Press Photo nel 1996, il Mother Jones Award, e (nel 1998) il prestigioso W. Eugene Smith Award. Divide il suo tempo tra il Messico e New York.

Born in Palermo in 1959, Ernesto Bazan moved to New York in 1979 to study photography. In 1982 he won first prize in the young photographers' category at the Rencontres d'Arles International Photography Festival and was invited to join Magnum. In 1983 he travelled to Asia on a study grant awarded by Paris Match.
He worked as a freelancer for American and European titles, and in 1982 published
Il passato perpetuo, a project on New York's Italian-American community. In 1993 he brought out Passing Through. In 1992 he joined Contrasto and began a project on Cuba, which won first prize in the Daily Life category of the 1996 World Press Photo contest, the Mother Jones Award, and (in 1998) the prestigious W. Eugene Smith Award.
He divides his time between Mexico and New York.

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Lettura portfolio, gente che ascolta le mie letture, che onore e che responsabilità! #colornophotolife #lettureportfolio #munarisara

Robert Capa: da vedere almeno una volta nella vita! #robertcapa #photoreporter #fotografiadautore #storiadellafotografia

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