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#muzio

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Creating a new image..taking one direction#muzio

We kept on wildin' ⛺️🔥#hiking#mountain #muzio#swagging

The first black belt metenariosbros!!! #soulfighters #bjj #tatubjj #muzio #irmandade

Nel punto più morbido della casa #muzio #mutio #ghiro

danilel #buren meets giovanni #muzio at @latriennale

Giovanni #Muzio, Palace of Art, #Milan, 1933 | Photo by Saverio Corti

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#fire #Muzio #Scevola #modern #days #honor #soul #virtual #reality #feels #mood #thoughts

Nel 1964 l'architetto Gregotti viene nominato responsabile della sezione introduttiva della XIII Triennale di Milano, che aveva come tema “Una critica all’Ecologia del Tempo Libero”. L’allestimento curato da Gregotti era una sorta di “tempo scenico”, che i visitatori potevano direttamente sperimentare lungo il percorso.
Attraverso il contributo dei linguaggi pittorici, grafici, musicali e letterari, è stata organizzata una trama narrativa sviluppata in più itinerari.
Alla "Sala del Caleidoscopio", ricavata nel salone d’ingresso della Triennale si accedeva da una porta triangolare alquanto originale.
Si apriva uno spazio piramidale, trasformato in sala per proiezioni cinematografiche.
Le pareti erano state completamente rivestite di specchi su tutta l’altezza (più di dieci metri): le due testate si specchiavano luna nell’altra moltiplicando all’infinito la dimensione reale dello spazio, mentre le pareti laterali producevano l’illusione di trovarsi all’interno di uno spazio esagonale enorme, alto diciotto metri.
Tutto ciò per dare un senso di immersione totale allo spettatore.
Nella sala venivano trasmessi due film di nove minuti ciascuno, uno sul tema del lavoro e uno sul tempo libero, proiettati in contemporanea sul pavimento bianco e riflessi sei volte negli specchi.
Lo spettacolo determinato dall’interferenza di immagini e suoni, insieme al continuo rispecchiarsi del visitatore sulle pareti, produce un effetto di coinvolgimento nell’azione scenica.
Una volta terminati i film, una colonna sonora e la proiezione di collage a colori riempivano lo spazio secondo ventiquattro combinazioni: “un modo per rappresentare la definitiva ‘rottamazione’ del tempo libero".
#architecture #milano #triennale #architect #archdaily #architettura #art #design #milano🇮🇹 #milanodaclick #milanosegreta #italy #italia #ig_milan #ig_milano #gregotti #muzio #parcosempione #palazzodellarte #history #storia

Nel 1964 l'architetto Gregotti viene nominato responsabile della sezione introduttiva della XIII Triennale di Milano, che aveva come tema “Una critica all’Ecologia del Tempo Libero”. L’allestimento curato da Gregotti era una sorta di “tempo scenico”, che i visitatori potevano direttamente sperimentare lungo il percorso.
Attraverso il contributo dei linguaggi pittorici, grafici, musicali e letterari, è stata organizzata una trama narrativa sviluppata in più itinerari.
Alla "Sala del Caleidoscopio", ricavata nel salone d’ingresso della Triennale si accedeva da una porta triangolare alquanto originale.
Si apriva uno spazio piramidale, trasformato in sala per proiezioni cinematografiche.
Le pareti erano state completamente rivestite di specchi su tutta l’altezza (più di dieci metri): le due testate si specchiavano luna nell’altra moltiplicando all’infinito la dimensione reale dello spazio, mentre le pareti laterali producevano l’illusione di trovarsi all’interno di uno spazio esagonale enorme, alto diciotto metri.
Tutto ciò per dare un senso di immersione totale allo spettatore.
Nella sala venivano trasmessi due film di nove minuti ciascuno, uno sul tema del lavoro e uno sul tempo libero, proiettati in contemporanea sul pavimento bianco e riflessi sei volte negli specchi.
Lo spettacolo determinato dall’interferenza di immagini e suoni, insieme al continuo rispecchiarsi del visitatore sulle pareti, produce un effetto di coinvolgimento nell’azione scenica.
Una volta terminati i film, una colonna sonora e la proiezione di collage a colori riempivano lo spazio secondo ventiquattro combinazioni: “un modo per rappresentare la definitiva ‘rottamazione’ del tempo libero".
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La mente ha corridoi molto più vasti di uno spazio materiale #palazzoisimbardi #milano #cittametropolitana #muzio #architecturephotography

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