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La discesa attenta verso Vidiciatico, una coca e una tigellona che non arriva mai e di nuovo discesa questa volta veloce fino a Gaggio.
Qui la velocità diventa relativa. E di nuovo PassoBrasa, da Gaggio quasi 13 km divisi in due tronconi. Entrambi molto pedalabili e molto belli.
Ognuno spinge quel che riesce, le energie cominciano ad andare verso la riserva i 2000 metri di dislivello sono superati e ci si avvia verso i 3000. Che arrivano con fatica e costanza grazie allo strappo del Conventino che collega Zocca a Tolè e ad un San Lorenzo che è la ciliegina sulla torta che nessuno mai, apparentemente per educazione, vuole mangiare.
Eppure noi ciclisti siamo così, quella ciliegina non avanza mai!
Tutto il racconto su:
http://bikestudioteam.blogspot.com/2018/06/il-giro-al-corno-alle-scale.html

Desde el minuto 0 hay dos cosas muy claras:
1- Mi pasión por ti es crónica y no quiero remedio a esta cronicidad.
2- No puedo vivir sin ti y no hay remedio.
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Subiendo Mama por! ( ¡Mamá, qué miedo!) en la @polargranfondo estas dos cosas seguían estando muy claras 😊
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Dopo la fontana di Madonna dell’Acero la strada decolla al 14% per cento e da qui non si muove più fino ad un chilometro dalle piste da sci dove un tornante concede pochi secondi di sollievo. La strada riprende subito con il suo ritmo asfissiante, una curva e gli alberi si aprono e concedono spazio al sole e al vento e davanti a noi la croce del Corno Alle Scale svetta in cima a Punta Sofia con ancora qualche canalone pieno di neve.
Il lago del Cavone è verde smeraldo e fa contrasto con il verde intenso dei faggi appena vestiti. C’è chi si ferma direttamente al lago e chi vuole finire in bellezza la salita, arrivando fino alle piste con ancora un chilometro cattivo, una galleria di poche centinaia di metri che sembra infinita e la strada che sembra salire sempre di più.
È soddisfazione pura per un esercizio di tre chilometri che più che muscolare appare ed è veramente mentale.

Da Vidiciatico undici chilometri che si innalzano verso il cielo già dai primi metri, per due chilometri, fino a LaCà, dove poche centinaia di metri concedono sollievo alle gambe.
È solo un momento, un piccolo momento, passato il paesino si ricomincia a salire, un chilometro duro a CàTorlaino, due di pianura a Cà Berna e da RioRì, non si scherza più. Si entra in una galleria di Abeti e faggi da cui si uscirà solo in cima, una cima ancora lontana e che ai meno tre chilometri sembra diventare irraggiungibile.

Polar GF La Mussara finiquitada😊
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El tiempo me ha hecho dudar en muchos momentos si hacer la Gran Fondo o no, puesto que era mi objetivo principal. Al final la decisión ha sido hacer la Medio Fondo, me quedo con una espinita de no haber cogido el camino a la Gran Fondo, pero creo que era la decisión más sensata, al final ésto es mi hobbie y no mi profesión.
Eso sí, estoy muy muy contenta y emocionada con mi primera Mussara, con mis ritmos, con mis sensaciones, con el ambiente y con todo lo que ha supuesto.

Resumen: 130kms y 2450m+ con mucho flow 😊

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"Y ocurrió así:
Ella dijo: Contaré hasta tres y, si en ese momento aún no hemos parado, nada nos va a detener. Uno, dos...
Bien pudo ser cosa de magia cuando se transformaron en bestias: él en un lobo feroz y ella en un pájaro con cresta."
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Huele a fin de semana y a mucha emoción y adrenalina ¡Feliz Viernes y feliz finde 😊! #cycling #cyclingpics #onroad #womenonroad #roadbikes #cyclists #aeoluspro3 #liv #bontrager #cyclingpleasures #skodagranfondo #santini #womanbiker #mypasion #mylife #ig_cycling #ig_cyclist

Il Passo Brasa e la sua Statale è lunghissima, parte da Modena e arriva in Toscana, noi ci infiliamo da Bocca dei Ravari e spingendo forte il falsopiano arriviamo a Castel D’Aiano e con buon passo, ma senza esagerare, arriviamo in cima dove l’aria, nonostante si sfiorino i novecento metri di altezza, rimane umida e calda come in montagna non dovrebbe essere.
La speranza è che una volta arrivati vicino alla nostra Cima Coppi di giornata, ai 1600 metri delle piste del Corno Alle Scale, un poco di aria fresca ci regali un attimo di pace.
Sara così?
Mancano ancora parecchi chilometri e parecchia salita, dovremo sudare ancora prima di saperlo.

Un lungo, con tremila o più metri di dislivello, partendo da Zola non è facile, e sicuramente la prima cosa da fare è salire verso i monti più vicini.
Saliamo subito, infatti, lungo il fondovalle del Lavino e poi su verso Monte Pastore e ancora più su, dove la collina diventa montagna, dove i colli diventano Appennino.
Superiamo Tolè e Cereglio, fino al primo passo di giornata, il Passo Sella della Croce, alle porte di Rocca Di Roffeno. Pochi chilometri, ma già quasi mille metri di dislivello.
Siamo solo all’inizio di una splendida giornata in bicicletta.

La lunga discesa verso Sasso una volta risaliti a Lagaro dalla Burzanella, un girare veloce di gambe costeggiando il fiume Setta e poi la ciliegina sulla torta passata la città Natale di Guglielmo Marconi. Mongardino con i suoi 4 chilometri di salita vera, non durissima ma che dopo centrotrenta già pedalati la rendono pari ad un muro delle Ardenne.
L’affrontiamo con coraggio, con lo stesso coraggio che ci ha portato a pedalare su questo splendido angolo di Appennino e con lo stesso coraggio che nonostante la fatica ci lascia la voglia per una prossima splendida e lunga pedalata!
The end

Burzanella è un borgo di tre case e una pieve nascosto dietro Montovolo con il sasso di Vigo a fargli da Monumento e una nuova frana a rendere questo nascondiglio ancor più isolato. E la frana ci fa scoprire percorsi eroici, con un tratto di seicento metri sterrato in salita che taglia il monte come il tempo e le intemperie stanno tagliando l’immenso sasso di Vigo. Lo sterrato, questo immeritato spauracchio che la modernità ci ha fatto creare mostro, ma che in realtà è forse l’essenza vera di questo sport, nato su strade che erano mulattiere, dove trovare tratti lisci era Natale per i bambini e la fatica era più quella di trovarli che quella del pedalare.
Metterci sopra le ruote adesso per molti è una pazzia ma per noi invece è esaltazione pura.

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E quanto sembra lungo lo Zanchetto da Suviana, son meno di nove ma sembrano infiniti.
Dalla diga comincia a salire come un serpente lungo il monte. Una salita costante quasi mai cattiva, accarezza la foresta che veste questo monte ripido e che protegge dall’altro lato il bacino del Brasimone. Ogni tanto concede un piccolo respiro ma poi riprende attraversando tre paesi Bargi, Baigno e Barceda e proprio nell’ultimo paese la strada si impenna un poco più cattiva. Poi spiana ti concede una speranza e all’ultimo chilometro senza dire niente, senza proferir parola, ma prendendoti le gambe e ingabbiandotele, ricomincia malefica fino in cima dove quasi scherzando comincia a scendere fino ad un bivio che porta ad altra salita. Noti quanto sei salito grazie al CornoAlleScale che alle tue spalle si erge maestoso. E ora di decidere dove andare, Brasimone o Burzanella?

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La discesa comincia tardi, sali e scendi continui verso il Poggio di Badi, poi la svolta a sinistra in una stradina stretta e pendente che tiene a riposo le gambe ma non la concentrazione e che fa venire voglia di provarla al contrario prima o poi. La Diga è attraversata velocemente e velocemente, ognuno con il proprio passo, saliamo verso lo Zanchetto. Il Lago è alle nostre spalle, pieno e colorato dalla pioggia caduta e dai ghiacci sciolti di recente sulle montagne tra Emilia e Toscana.
Il Passo è lontano ma lo spettacolo di questi monti è presente ad ogni curva. ....

Il lago sbuca tra i rami da poco rivestiti da verdissime foglie, continuiamo a salire e il lago si fa sempre più piccolo e con lui quella diga che tra qualche chilometro attraverseremo per cominciare la lunga salita verso lo Zanchetto.
Ma inutile pensare alla prossima, quando ancora dobbiamo finire quella sotto le ruote.

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