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Ad Arconovaldo Bonacorsi: militare, ufficiale rivoluzionario, politico ed avvocato bolognese famoso per aver fatto sì che Maiorca venisse conquistata brillantemente ed "economicamente".
Si arruolò diciassettenne volontario negli alpini con una condotta normale per essere catturato e internato in Germania nel 1917.
Rilasciato e rimpatriato, militò sia nel primo che nel secondo nucleo bolognese, venendo artestato diverse volte, arrivando a marciare su Roma e a proteggere BM dall'attentatore Anteo Zamboni.
Fu arrestato per la sua amicizia con Leandro Arpinati, entrambi sono poi stati fatti rilasciare da BM in persona.
Mentre Arpinati fu arrestato nuovamente e messo al confino, Bonacorsi si arruolò per combattere in Spagna, andando in soccorso dei rivoluzionari spagnoli e portando Maiorca in mano nazionalista.
In Spagna mostrò eroismo ed ingegno, avvalendosi anche di spirito di iniziativa e di sacrificio, tra infiltrazioni volontarie e conquiste eroiche fatte al minor prezzo possibile.
Finì la sua avventura in Spagna continentale combattendo a Malaga e in Catalogna, nel frattempo fu anche ricevuto da FF in persona, che si congratulò e lo ringraziò.
Durante la seconda guerra mondiale combatté in Africa Orientale, per poi essere internato in India una volta persa la colonia.
Nel dopoguerra, tornato in Italia, fu processato e rilasciato in mancanza di prove per l'uccisione dell'attentatatore di BM Anteo Zamboni.
Fu successivamente un importante personaggio della politica del dopoguerra, membro delle liste dell'MSI.
Morì nel '62 a 64 anni a causa di complicanze post-operatorie, dopo essere stato operato allo stomaco.
Che il suo eroismo insegni ai personaggi importanti a sporcarsi le mani, come fece lui durante la battaglia di Maiorca

Ad Amadeo Guillet, generale italiano, abile guerrigliero e strabiliante diplomatico.
Eroe di tutte le guerre coloniali, da quella in Libia al fronte in A.O.I. durante la Seconda Guerra Mondiale.
Fu capo di numerose unità formate da indigeni e nativi, che lo rispettavano e lo ammiravano.
Guillet permetteva alle sue truppe, di mille etnie e religioni diverse, di rispettare le loro usanze, costumi e tradizioni, tirando da loro fuori il meglio.
Fu rispettato anche dalla stragrande maggioranza dei capi tribù, tant'è che fu incaricato di trattare con loro quando necessario.
Durante la seconda guerra mondiale, l'Africa Orientale fu persa, ma Guillet non si arrese e coi suoi nativi organizzò una resistenza strenua.
Fu accertato che non un solo suo sottoposto disertò e non ci fu neanche un contrasto tra le truppe, poté inoltre contare sull'appoggio di tutti i capi tribù, che preferivano gli italiani alle barbarie inglesi che gli venivano raccontate.
Nel dopoguerra gli fu dato ogni merito, morì all'età di 101 anni a Roma, lontano dalla sua Piacenza.

In stampa. E da lunedì 9 luglio in distribuzione. "Le nebbie di Massaua", Edizioni del Capricorno.

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Il mio "bottino" della domenica mattina: Africa per lo più... la mia passione 😍
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“Mogadiscio è per me la più bella città dell’Africa Orientale ed avete il merito di ingrandirla rispettando le tradizioni architettoniche locali, come io mi sforzo di fare a Tripoli.“
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