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STO MAGAZINE 🤘🏿  Magazine di Antonio Dikele Distefano Novità su Instagram Stories. Pubblicità :pubblicitastomagazine@gmail.com 📩 Iscriviti al canale YouTube:

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È passata un'altra interessante settimana di musica urban in Italia, dove un buon numero di artisti ha deciso di pubblicare nuovo materiale:
📀 Fabri Fibra ha pubblicato il suo “Masterchef EP”.
📀 La RRR Mob ha pubblicato l’album “Nuovo Impero”.
💿 Tedua ha pubblicato il singolo “La Legge Del Più Forte”.
💿 Madman ha pubblicato il singolo “Trapano”.
💿 Jovanotti ha pubblicato il singolo “Paura Di Niente”.
💿🎬 Drefgold ha pubblicato il singolo “Occupato”, di cui è stato rilasciato anche il video.
💿 Shade ha pubblicato il singolo “Irraggiungibile” feat. Federica.
💿 Slava ha pubblicato il singolo “Soviet Squat”.
📀 Lucariello ha pubblicato l’album “Il Vangelo Secondo Lucariello”.
📀💿 Drimer ha pubblicato il mixtape “Scrivo Ancora”, da cui è stato rilasciato anche il video di “Intro”.
📀🎬 Deal Pacino ha pubblicato l’EP “MVI”, da cui è stato rilasciato il video di “Drammi e Diamanti”.
🎬 Fabri Fibra ha pubblicato il video di “CVDM”.
🎬 La RRR Mob ha pubblicato il video di “Familia” feat. Guè Pequeno.
🎬 Rkomi ha pubblicato il video di “Milano Bachata” feat. Marracash.
🎬 Danien & Theo hanno pubblicato il video di “Kvlto Gang”.
🎬 Highsnob ha pubblicato il video di “Spunte Blu”.
🎬 Gianni Bismark ha pubblicato il video di “Lei mi vede” feat. Dark Wayne Santana.
🎬 Shiva ha pubblicato il video di “Esse”.
🎬 Caneda ha pubblicato il video di “Nostalgia della luce”.
🎬 Diluvio ha pubblicato il video di “Youporn”.
La Redazione di Sto Magazine vi ricorda che durante il weekend potrete restare aggiornati con tutte le novità tramite le nostre stories, e vi augura un buon fine settimana. A lunedì🤘🏽#stomagazine

Ogni movimento culturale nato su questo pianeta ha visto al suo interno una lotta per la sopravvivenza fra i suoi principali esponenti. Anche per la scena urban italiana è stato così. Tanti hanno vinto, tanti sono morti. Ma pochi, pochissimi sono riusciti a risorgere dalle proprie ceneri. Ghali è uno dei pochi ad esserci riuscito. Un artista che ha preso un passato spinoso per farne la sua corazza. Un’armatura che l’ha guidato verso una sfida, che oggi sta vincendo sotto gli occhi di tutti. Una storia unica e tremendamente accattivante, perché si sa, il racconto di chi vince è interessante, ma l’esperienza di chi si è rialzato è imperdibile.
Ghali, intervistato da Chiara Soldi, avrà modo di raccontarsi sabato 25 novembre all’adidas Flagship Store di Via A. di Tocqueville a Milano.
Ti piacerebbe ascoltare dal vivo le parole di Ghali?
Trovi il link per iscriverti all’evento e partecipare nelle nostre stories. Posti limitati. #stomagazine

È uscito oggi “Catch These Vibes”, l’album di debutto di PnB Rock. L’artista di Philadelphia, classe 1991, è uno dei nomi più interessanti emersi dalla scena statunitense dell’ultimo anno, tanto da essere stato inserito nella XXL Freshmen Class del 2017. Rock, insieme ad artisti come Bryson Tiller e 6LACK, appartiene a quel filone di rap cantato post-Drake, a metà tra l’r&b e il rap, molto in voga negli ultimi tempi. Il suo nuovo album contiene ben 18 tracce, con all’interno collaborazioni del calibro di A Boogie With da Hoodie, Roy Woods, 24hrs, Lil Yachty, Russ, Wiz Khalifa, SmokePurpp, Juicy J e Ugly God. Molte puntate sono state fatte sul nome dell’artista della città dell’amore fraterno e “Catch These Vibes” è il primo importante banco di prova per vedere se nel mondo dei grandi, ci sarà spazio anche per PnB Rock. Trovi il link per l’ascolto nelle nostre stories. #stomagazine

Nelle seguenti righe trovate il primo episodio di “Lettera a”. Tra le tante lettere inviateci, abbiamo scelto il messaggio di Luca, 23 anni, dalla provincia di Rieti.
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Caro Marra,
Mi chiamo Luca, vivo in provincia di Rieti e mi piacerebbe molto che tu potessi leggere le parole che sto per scrivere.
Ti vorrei ringraziare. Come potrei non farlo? Suonerà banale, ma la tua musica ha accompagnato tutta la mia crescita, aiutandomi soprattutto nei momenti più difficili. Di te ho sempre amato la sincerità artistica. È sempre stato il tuo valore aggiunto, perché mai nessuno è entrato così tanto in intimità davanti un microfono come lo hai fatto tu. Un dono che ti ha permesso di aiutare tante persone come me e cambiare il mondo. Sì, perché vedendo l’effetto che la tua musica ha avuto su di me l’ho capito: la musica, le parole, possono cambiare il mondo. Lo fanno eccome, anche se in silenzio, senza dirlo a nessuno, quasi per non far scoprire a tutti il loro potere. Perché infondo, so che quando hai pensato a “Bastavano le briciole”, o “Chiedi alla polvere” non credevi che raccontando le tua debolezze, avresti curato le insicurezze di un giovane ragazzo di un posto dimenticato dal mondo. Non sapevi che con “20 Anni” o “Vendetta” avresti dato un senso alla rabbia insensata di chi - come me - osservava un mondo che gli dava le spalle. Oggi nel frattempo, attorno a te si è creato un mercato. L’industria del rap esiste anche qui. Sono contento, perché ho sempre amato questo genere. Apprezzo tante cose di quello che esce oggi, ma mentre scrivo questa lettera, pensando a quello che la tua musica mi ha dato, mi manca quella sincerità che ti ha sempre contraddistinto, perché purtroppo non riesco a trovarla altrove. So che sei al lavoro per il nuovo album e questo non può che rendermi felice. So che la tua musica riempirà i miei giorni. Spero che non ti omologherai troppo a ciò che ti circonda e che l’odierna ossessione per i numeri non ti contagi. Com’è sempre stato. Perché è lì, che la tua arte prende forma, ed è lì, che la grigia vita di un ragazzo di una provincia sperduta riprende colore. Grazie. #stomagazine

La storia di XXX Tentacion ci insegna quanto il suo terreno preferito sia Instagram, i suoi monologhi alternati ad immagini scioccanti (come quella volta in cui tentò di impiccarsi) popolano le sue Instagram stories da sempre. Se artisticamente la carriera del rapper più discusso d’America ha visto una svolta con l’uscita del suo album “17”, in cui ha dimostrato di essere in grado di fare musica di qualità, da un punto di vista personale non si può dire che abbia seguito la stessa maturazione.
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Martedì XXX ha pubblicato alcune storie in cui accusava i Migos di averlo aggredito fuori da un hotel a Los Angeles; la cosa ha fatto scalpore ma visto l’uso sconsiderato dei social da parte del rapper di “Look at me” il fatto, in un primo momento, ha lasciato il tempo che ha trovato non essendo arrivata alcuna conferma ufficiale.
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Ma facciamo un passo indietro. Il beef tra XXX e i Migos è riconducibile a quando in seguito ad alcune dichiarazioni dello stesso Tentacion, in cui accusava Drake di avergli copiato il flow nel brano “KMT”, Offset commentò con un diplomatico “Come puoi dire che qualcuno ti ha copiato se non ha nemmeno mai sentito parlare di te?”
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Successivamente alle stories in cui accusava i Migos, XXX ha caricato due filmati presi delle telecamere di sorveglianza dell’albergo in cui si vedono due individui, apparentemente simili ai membri del gruppo di Atlanta, che si avvicinano a lui e lo aggrediscono.
Da altri video è visibile come nessuno dei due aggressori sia membro del gruppo e nonostante uno dei due indossi una collana della Migo Gang è ancora da chiarire se si tratti di qualcuno vicino a loro. Nel frattempo XXX Tentacion ha posto pubblicamente le sue scuse a Takeoff per l’accaduto. -------------------------------
È inevitabile constatare quanto XXX si sia dimostrato ancora una volta un po’ troppo sopra le righe per essere imputato in un sistema giudiziario come quello americano dove i giudici, come dimostra il caso Meek Mill, non sono certo clementi quando si è così plateali.
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Testo @churchdario
Grafica @omtode #stomagazine

Non è un caso che Fabri Fibra sia stato l’artista rap italiano a portare questo genere al maggior numero di persone possibili. Oltre alla sua musica e il suo immaginario, in cui migliaia di persone si sono sempre ritrovate, la differenza l’ha fatta il suo sapersi spiegare alla gente. In anni in cui i modi e i costumi di questa cultura faticavano ad essere compresi, Fabri Fibra ha sempre usato le interviste per colmare questa lacuna, spiegando con successo la musica e la cultura che amava. Le sue parole hanno sempre fatto la differenza e le sue interviste non sono mai passate inosservate.
Venerdì 24 Novembre all’adidas Flagship Store di via A. di Tocqueville a Milano, Fabri Fibra e la sua storica manager Paola Zukar, saranno intervistati da Antonio Dikele Distefano.
Ti piacerebbe ascoltare dal vivo parole e pensieri di una leggenda vivente del rap italiano?
Trovi il link per iscriverti all’evento e partecipare nelle nostre stories. Posti limitati. #stomagazine

Nella giornata di martedì sono comparse sui profili di Achille Lauro e Gemitaiz alcune Instagram stories che riportavano la seguente scritta: “Domani. Piazza del duomo. Ore 18:00. Porta tuo fratello e tua sorella”.
Nonostante fosse facile prevedere che in molti avrebbero risposto “presente” all’appello dei due artisti, tra i più influenti nella scena romana e nazionale, quello di cui si sono resi protagonisti ieri sera in Duomo è stato qualcosa che probabilmente nemmeno loro si aspettavano.
Centinaia di fan hanno letteralmente invaso la piazza principale di Milano dando vita a una vera e propria bolgia umana.
Come era intuibile il motivo di questa “chiamata alle armi” è stato quello di voler girare alcune scene di un videoclip con la presenza di una folla scatenata.
Oltre ad Achille Lauro e Gemitaiz era presente la nuova promessa della scena romana Quentin 40 e da alcuni video circolati in rete sembra che la traccia in questione sia un remix di “Thoiry”: il brano che gli ha permesso di attirare l’attenzione de grande pubblico.
Il giovane artista romano che grazie al suo stile e slang originale sta guadagnando sempre più consensi potrebbe essere davvero a un passo dalla consacrazione qualora le voci riguardanti questa collaborazione dovessero trovare conferma.
Secondo voi sarà proprio Quentin 40 il miglior “rookie” dell’anno? Testo @churchdario. 📸 @mbellomi. #stomagazine

Le reazioni di alcuni degli artisti più seguiti al mondo alla morte di Lil Peep. ----------------------------
Gustav Åhr, questo il suo nome all’anagrafe, aveva 21 anni e si era fatto conoscere come la più grande promessa dell’emo rap mondiale. Testate come Pitchfork, Fader e Noisey USA si erano interessate al suo personaggio, intervistandolo e puntando le proprie fiches sul suo nome, per il futuro mainstream del genere. Peep pubblicò a settembre “Come Over When You’re Sober”, il suo primo album ufficiale, il quale purtroppo si rivelerà anche l’ultimo. L’artista newyorchese apparteneva a quel filone di nuovi artisti statunitensi, piuttosto affini all’abuso di droghe pesanti.
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Proprio ieri, poche ore prima dello show texano che avrebbe preceduto la sua morte, Peep pubblicava un video su Instagram, dove biascicando dichiarava: «Ho preso 6 xanax. Ma state tranquilli, sto bene. Ci vediamo stasera». Poche ore dopo il concerto di ieri sera, Lil Peep se n’è andato per sempre. Overdose, a quanto pare. «Mi aspettavo questa chiamata da un anno», ha dichiarato il suo manger poco dopo la morte, facendo intendere quanto l’abuso di stupefacenti stesse danneggiando l’artista. ----------------------------
Quella di oggi è una tragedia, che dovrebbe far riflettere riguardo all’ostentazione delle droghe pesanti di alcuni dei rapper più giovani del panorama attuale. Nessuno vuole imporre prediche o divieti, ma forse sarebbe giusto diffondere più consapevolezza sull’argomento, e si può solo sperare che questa disgrazia agisca in questa direzione. Perché infondo, oggi certe Instagram stories e le torte di compleanno a forma di Xanax ci fanno un po’ meno ridere, se dall’altra parte, c’è un talento di 21 anni che ci lascia.
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Testo @_gabrielebaldassarre. #stomagazine

A pochi giorni dalla laurea a quadruplo disco di platino, abbiamo chiesto a Ghali di raccontarci la nascita della sua hit “Ninna Nanna”:
Ghali: «Quando ho scritto “Ninna Nanna” ero a Ibiza, in una sera d’estate su un balcone di un appartamento che avevo affittato a Sant’Antonio.
Avevo mia madre vicino, serena e in vacanza. Questo mi teneva la mente libera e sgombra da preoccupazioni. Sul tavolo avevo tabacco e delle bibite gasate. Ho aperto il Mac per ascoltare un po’ di type beat su YouTube, mentre tenevo il cellulare affianco con la registrazione avviata. Canticchiando mi è venuta subito la prima mezza strofa.
Le prime 8 barre sono bastate per decidere le sorti del testo che poi, una volta tornato a Milano, ho finito velocemente in studio da Charlie».
Ringraziamo Ghali per la disponibilità, e invitiamo i pochi che ancora non lo avessero fatto, ad ascoltare “Ninna Nanna” su Spotify e a guardare il video su YouTube. #stomagazine

La storia della scena urban italiana è stata spesso storia di faide e contrapposizioni. Underground e commerciale, etichette indipendenti e major, e vecchio contro nuovo. Rivalità artificiose ed evitabili, che molte volte hanno finito per danneggiare un intero movimento. Un collettivo culturale che se avesse dato spazio più al dialogo nella sua parabola storica, forse sarebbe anche più in alto di dove lo vediamo oggi. Il primo episodio di “Talks”, di giovedì 23 novembre all’adidas Flagship Store di Milano in Via A. Di Tocqueville 11, è un ulteriore, necessario, passo in questa direzione. Bassi Maestro intervisterà Charlie Charles ed Izi. Due generazioni a confronto, che si guarderanno negli occhi e parleranno davanti al proprio pubblico. Storie, aneddoti e confronto di due facce della stessa medaglia. Perché infondo, alla fine della giornata, la musica che amiamo è una, e il genere musicale a cui pensiamo ogni giorno è lo stesso.
Ti piacerebbe partecipare al Talk con Charlie Charles, Izi e Bassi Maestro?
Trovi il link per iscriverti e partecipare all’evento nelle nostre stories. Posti limitati. #stomagazine

Questa è la storia di un antieroe.
Di un giocatore che non ha mai fatto parte del sistema. Lui contro il resto del mondo. Davide contro Golia, 178 cm e 75 kg in una lega di super uomini.
Questa è la storia di Allen Ezail Iverson.
Nasce il 7 Giugno 1976 ad Hampton, Virginia. Vive in una famiglia poverissima, in cui la madre deve spesso scegliere se pagare la bolletta della luce oppure comprare da mangiare ai figli.
Allen coltiva la sua grande passione, il football. Quando la madre prova ad avviarlo al basket, lui risponde che è un giocatore di football, e il basket è per le signorine.
Per nostra fortuna a 16 anni, quando deve decidere quale dei due sport portare avanti, Iverson sceglie la pallacanestro.
È un ragazzo problematico, va male a scuola, salta lezioni ed allenamenti, e vive per strada.Dopo aver scampato la prigione e dopo gli anni di università a Georgetown, nel 1996 viene scelto con la prima pick dai Philadelphia 76ers, davanti a un certo Kobe Bryant.
La sua stagione da rookie è a dir poco sensazionale, segna 23.5 punti, distribuisce 7.5 assist e chiude con 4.1 rimbalzi e 2.1 recuperi. Vince facilmente il premio di rookie dell'anno, ma il record stagionale dei suoi 76ers è imbarazzante, 22 vittorie e 60 sconfitte. Nell'estate 1997 arriva nella panchina di Philadelphia coach Larry Brown, con cui Iverson instaurerà uno dei rapporti più belli di questo sport,formato d'odio e d'amore al tempo stesso. Con Brown il record migliora. Nel 1999 Allen è il miglior marcatore con 26.8 punti di media, i 76ers arrivano addirittura al secondo turno dei playoff, ma vengono spazzati via da Indiana con un sonoro 4-0.
Nel 2001 Philadelphia chiude prima a Est, e arriva in finale NBA dove perde per 4-1 contro i Lakers.
Dispiace non averlo mai visto con un anello al dito, ma forse, per un antieroe che si nutre di unicità è meglio così.
Citando le sue stesse parole: «Io non voglio essere Jordan, né Magic, né Bird, né Isiah, nessuno di loro. Quando la mia carriera sarà finita mi guarderò allo specchio e dirò: ho fatto a modo mio».
Segui @seibellacomeuntiroditabella. #stomagazine

Lo status costruitosi da Eminem nel tempo, l’ha ormai reso quasi impermeabile alla critica. Ma in un anno dove gli artisti più grossi della scena - da Kendrick a Jay-Z - hanno vinto mettendosi in gioco, e uscendo dalla propria comfort zone, si può dire che il nuovo singolo di Eminem sia di alto livello? -----------------------------------------
“Walk On Water” è arrivato a poche settimane dall’acclamato freestyle dei BET Awards, ed è il primo singolo ufficiale estratto dall’imminente album che, salvo stravolgimenti, si chiamerà “Revival”. Nel brano, Eminem si apre riguardo alle sue paure, e all’ansia di aver alzato troppo l’asticella delle aspettative generali nei suoi confronti. Ma è abbastanza? Il singolo - in collaborazione con Beyoncé - non si discosta di troppo dall’inflazionata formula dell’Eminem degli ultimi album, accompagnato dalla cantante pop di turno e dal suo ritornello spacca radio. Il flow del rapper di Detroit sembra essere rimasto quello di sempre, e a parte il ritornello, non sembrano esserci veri momenti salienti, in un pezzo che scorre via fin troppo liscio. Un mix di elementi che, confezionato e distribuito, non è certo indigeribile, ma nemmeno un prodotto degno di esser definito di alta qualità. Un disco che sembra arrivare più dall’Eminem di ieri, che da un artista alla ricerca di qualcosa di nuovo dalla sua arte. -----------------------------------------
“Walk On Water” è pensato per essere una hit e probabilmente lo sarà. Eminem rimarrà un big per sempre perché non ha più bisogno di nuova musica per esserlo. A dimostrazione di ciò, il fatto che abbia vinto il premio come miglior artista Hip Hop agli Mtv EMA senza un album in circolazione. Ma è questo singolo un prodotto al livello dei big di oggi? Dei Kendrick Lamar o dei Jay-Z di quest’anno, per freschezza e originalità? No. Sarà in grado di raggiungere quel livello? Questo il grande punto interrogativo che accompagnerà l’uscita di “Revival”, e che - per il bene del genere - ci si augura possa presto ricevere risposta positiva.
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Testo @_gabrielebaldassarre. #stomagazine

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