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Giuseppe Catapano 

quando si regala un fiore, un poco di profumo rimane sempre sulla propria mano

Gli occhi di Noelia che hanno visto il verde sotto Cerro Esmeralda spiegano ciò di cui il Perù ha bisogno, come tutta l'America: fattorie dove venga coltivato l'umano.

Nei casi di emergenza tutti ricevono prestazioni mediche essenziali, ma chi non è ricco e non è assicurato ha di solito tempi d'attesa più lunghi e, comunque, cure ridotte al minimo.
L’unico modo per garantirci un livello di vita adeguato e lottare contro la povertà, è creare nuovo sviluppo. Per farlo occorrono investimenti pubblici e privati. Se si vogliono sforare i limiti imposti dai parametri europei, è bene farlo innanzitutto per realizzare investimenti destinati alla crescita e allo sviluppo. Così avremo anche più risorse da redistribuire.

Le persone in stato di disagio, se non di povertà, vanno sostenute, ma il modo più importante per farlo è aiutarle a valorizzare le loro capacità. Uno modello di sviluppo umano è quello che crea lavoro in condizioni dignitose e garantisce un'occupazione a tutti.
Dare il reddito senza lavoro vuol dire fare come il pifferaio magico con i topini: si finisce tutti nel fiume.

Ripartiamo dalla Scuola dei Mestieri

Prima di tutto l'Italia ha bisogno di sviluppo, se vuole rappezzare i debiti e salvare la ghirba, compreso un decente welfare. Lo sviluppo chiede investimenti, innovazione, infrastrutture, capitale umano, passione per la conoscenza, gusto del lavoro, percorsi di formazione e di specializzazione idonei. E' urgente supportare e strumentare adeguatamente tutto ciò.
Su queste priorità è auspicabile che chi si candida a governare, fra un giro di tressette, un surplace e un pallottoliere, se c'è, batta un colpo.

Come uscirne? Tre condizioni: governo breve (elezioni a maggio 2019 con le europee) di tutti (ergo nessuno è costretto a fare alleanze con nessuno); ancoraggio saldo all’Europa; convocazione di un’Assemblea Costituente. O c’è la consapevolezza di tutto questo, o non si caverà un ragno dal buco. E il piano obliquo del declino si farà sempre più inclinato.

L'animo umano è un punto infiammato, un desiderio indomito e infinito. E' un "cuore urgente".
L’essere umano è anche contraddittorio (faccio il male che non voglio e non faccio il bene che voglio, come disse San Paolo). L’uomo “Dio”ha bevuto il calice di un male che in quel momento è sembrato invincibile. Però poi è risorto, è stato completamente liberato dal male. Non per il dolore sofferto, ma il rapporto con il Padre a cui si è affidato completamente.
E così, ha indicato a tutti la strada per vivere, per scoprire quella "povera voce" che non pensa di salvarsi da sola, ma chiede a qualcun Altro di aiutarla ad affrontare la vita. E così non perde la speranza e vive la croce quotidiana non come l'ultima parola. Può vivere, alla fine, la sua resurrezione...
Buona RESURREZIONE

Non dobbiamo vergognarci di essere capaci di provare amore, amicizia, solidarietà, compassione, tolleranza, ma esattamente l'opposto: dobbiamo liberare queste dimensioni fondamentali della nostra umanità dal loro esilio "privato" e accettarle come l'unico genuino punto di partenza di una significativa comunità degli uomini". "Ecco l'uomo". Duemila anni fa come oggi.

Se c'è un Sud "4.0" che vuole riguadagnare la via dell'export è giusto che un nuovo governo - qualunque nuovo governo - vi risponda con politiche industriali adeguate. Non-populiste: né al Nord né al Sud.

E mai come ora l'invito a cercare una maggioranza che governi suona come un monito super partes, a vincitori e vinti, a non sottovalutare il bisogno radicale della gente e a non trincerarsi dietro facili rendite di posizione. Prima che il vento gelido di questi mesi si trasformi, anche in piena estate, in un'inquietante bufera.

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