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laale laale

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Alessandra  A drop of Apollonian, two drops of Dionysian. Add some tea. Shake well. Serve without ice. Petite🌷•Italy🇮🇹•Student🔬•Sharing life with a bernese bear🐶

Non posso eguagliare il livello di "fotografa di pesche tonde" di @dramanmakeup quindi ci provo con quelle piatte, che il fruttivendolo ha definito "saturnine". Per gli amici però restano sempre "le pesche piatte". Per i nemici "le pesche deformi". Scegliete la vostra squadra.

Nelle foto non sorrido che altrimenti esco pure peggio. 🌷

Momento selfie di dubbia intelligenza che si abbina cromaticamente alle foto precedenti.

È nelle cassette ritrovate l'altro giorno, datate fino al 1996, che ho rivisto mio nonno. I suoi gesti, i suoi sguardi, il suo amore sconfinato per il mare. La sua voce che non ricordavo bene e quella cadenza di cui non mi ero mai resa conto nei miei ricordi.
Sei tu il motivo per cui quando in Sicilia sono immersa in quell'accento provo sempre un'inspiegabile sensazione di Casa. ✨

Se al posto di loro due ci fossimo state io e Viola credo che ci saremmo guardate con sguardo d'intesa, avremmo fissato il termometro digitale appeso lì vicino che segna la temperatura al sole, avremmo contato gli scalini e saremmo andate di comune accordo a sederci in un luogo climatizzato.

Reperti fotografici risalenti ai tempi in cui il lattosio per me non era ancora uno zucchero del dimonio. O non tanto quanto adesso, perlomeno.
Tris di tortino al cioccolato e al centro quello con ripieno di lamponi che ancora mi sogno la notte.
Anzi, adesso vado a cercare una ricetta simile su Google sperando pure che nel frattempo la @granarolo rifletta sul candidarmi per la nomina di Azionista Accadì 2017.

Sto cercando di studiare ma il cervello: "Lady Oscar! Tutto questo è proprio come una battaglia e tu lo sai. Ma come fai! Lady Oscar, tu combatti con destrezza e non ti arrendi mai Lady Oscar!"
Quasi peggio della pubblicità dello Chanteclair.

E a me nemmeno piaceva Lady Oscar.

Il #didomenica di oggi risale a parecchie domeniche fa.
Otello alle amarene di @ernstknam 🍒Facile, veloce, bastano una ciotola, un cucchiaio di legno e un paio di pentole ed è talmente buono che levateve frollini integrali.
In casa è stato ribattezzato "un Mon Cheri col caffè al posto del liquore".
(E ci ha fatto pure contattare il veterinario di turno alle 22.00 visto che Viola ne ha fregato - e mangiato - metà approfittando di 2 nanosecondi di distrazione 🤦🏻‍♀️)

Un paio d'anni fa mi ero ritrovata a parlare di foto con un fotografo e ricordo alla fine la domanda:
Ogni quanto le stampi?
Mai.
Brutta abitudine, non puoi pescare negli hard disk per sempre.

In effetti un vecchio HD esterno tempo fa decise di chiudere improvvisamente la sua attività, facendomi perdere centinaia di foto tra cui tutte quelle della mia adolescenza. Era il periodo in cui iniziavano a dilagare i telefoni con la fotocamera eppure ho più ricordi impressi su pellicola che risalgono all'estate del 1991.
Le vacanze in Sardegna con un'amica, i panorami dal primo giro in barca della mia vita, le serate fuori tra amiche, il diciottesimo. Non c'è più traccia di nulla. (Quel giorno ho alternato lacrime e turpiloquio, bisogna dirlo).
Quindi, memore di quella lezione - e comunque mai più HD esterni in offerta speciale che ti vengono lanciati dietro - io che sono un tipo piuttosto sprintoso e sul pezzo ho impiegato giusto un paio d'anni per decidermi che sì, dai, adesso iniziamo a stampare.

Tutto molto bello se non fosse che, oltre ad essere sprintosa, sono anche così poco fissata coi colori che mi basterebbero 5 minuti di dialogo sull'argomento con un americano qualunque per essere etichettata come "a P.I.T.A" e non avrebbe nemmeno torto.
Il primo tentativo è stato dal fotografo da cui vado da una vita, ma le stampe viravano troppo al verde o al cyan.
Il secondo tentativo è stato da un altro fotografo, questa volta guardando meglio i parametri delle foto, ma niente. Viravano al rosso.
Terza e ultima spiaggia prima di incolpare la mia incapacità (che magari c'entra comunque) è stata l'app di @lalalab, che per chi è #sprintoso quanto me è di una comodità non indifferente. L'ho vista sponsorizzata ovunque e, complice uno sconto, è partito l'ordine. E le stampe sono bellissime. E non mi pagano per dirlo né sanno della mia esistenza.
I colori sono praticamente quelli che appaiono sul mio telefono, nessun viraggio strano. Magia✨

E qui arriva la domanda:
per caso qualcuno conosce anche altri servizi di stampa o app buoni-validi-ottimi come qualità e colori, che magari e abbiano anche il classico formato 10x15? 📷 (PS: sono finalmente tornati gli amati tulipani🌷)

Ad esempio, questa foto sarebbe stata due volte più sensata se nell'inquadratura ci fosse stata anche una persona, magari con un abito pastello o fiorito (hashtag: foto spontanee). O anche un cane o un gatto, ma non complichiamo le cose ancora di più dovendole affidare al caso e ad un gatto vagante.
Solo che io ed Instagram abbiamo un problema: mi vergogno come una ladra all'idea di fotografare sconosciuti consapevoli e mi vergogno altrettanto come una ladra nel mettermi in posa davanti ad un negozio per farmi fotografare, con quelli dentro che "sì ma per dyo, almeno compra qualcosa".
E mi vergogno pure ad andare in un locale, alzarmi in piedi davanti a tutti e cercare di fotografare i piatti o le tazze sul tavolo. Ci ho provato anche senza alzarmi in piedi ma se non mi danno il tavolo in un angolo dimenticato anche dal cameriere, mi vergogno comunque. E poi se non ti alzi l'inquadratura non viene bene.
Quasi mi vergogno persino a fermarmi per strada e fotografare vie e facciate col telefono.
Insomma, c'è del disagio.
Il quale si dissolve nei luoghi di vacanza e nelle gite fuori porta dove sei sicuro che nessuno ti riconosce né ti rivedrà mai dopo esserti messo in posa in un tentativo di fare la modella sfigata davanti al negozio di fiori.

L'ultima volta che sono uscita con la macchina fotografica al collo, al grido di un Machissenefrega, sono riuscita ad incontrare un professore del liceo che non vedevo da quei tempi e che mi ha chiesto cosa diamine stessi facendo con la "macchina fotografica come i turisti. Ora vivi lontano e vuoi portare con te le foto della nostra città?". No prof, sono tutte figure demmerda che poi vanno su Instagram.

Sorrisi ❤️ (Sembra che guardi me con sguardo adorante invece no, era la crocchetta nella stessa mano che reggeva il telefono 🐻🌭)

Diario di bordo.
29 aprile 2017.
Primavera.

Ieri sera ho portato fuori il cane col Woolrich. 🌬❄️

Prati, campi, distese verdi silenziose di meravigliosi tulipani multicolore che non baratterei mai per nessun Coachella del mondo.
Respirare. 🌷 (Ma precisamente cos'è questo Coachella dove si fa i selfie una parte di Instagram che a me, con grande allegria e ottimismo come Gianni all'Unieuro e il suo profumo della vita, ricorda i batteri Gram-negativi tipo Klebsiella, Salmonella e Shigella? #nerdalert )

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