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Keller editore  La Keller è una casa editrice indipendente trentina. Letteratura, reportage e saggistica da dentro e fuori i confini d'Europa.

Lunga camminata a testa in su.

A sinistra: "In bilico tra 'Arcipelago Gulag' e i romanzi di José Saramago e Roberto Bolaño, un libro algido e duro come un ghiacciaio, ma anche poetico, contro la tentazione di dimenticare".
(Sam Sacks, The Wall Street Journal; su Internazionale 25/31 maggio 2018. "Il confine dell'oblio" di Sergej #Lebedev #romanzo)

A destra: "Ho ricevuto una mail da un conoscente: 'Faccia attenzione ai cani a Jakutsk, e alla vodka a buon mercato. Se la avvicinano degli jakuti ubriachi dica: 'min omukpun', sono uno straniero, perché la possono scambiare per un russo'.
Un consiglio tardivo. Con gli ubriachi jakuti e coi cani ho avuto a che fare prima di arrivare a Jakutsk".
(J. Hugo-Bader, #IdiariDellaKolyma, trad. M. Vanchetti, #secondaEdizione #reportage)

Due libri magnifici...
Buon sabato!

Adesso siete legati per tutta la vita. Da subito porterai un cognome tedesco. Sei un’altra, adesso? Chi sei? Hai ampliato la cerchia dei tuoi affetti e ora puoi contare su più persone che ti vogliono bene: sei la giovane che Johann ama e che chiama la mia ragazza, sei la nuora francese dei tuoi stimati suoceri tedeschi, sei la figlia che si sposa in abito bianco per compiacere la madre, la figlia che è riuscita a opporsi al padre e a rendere felice la sconsolata madre. Sei anche la cognata di una ragazza che sta dicendo a Johann che sposarsi è da scemi, ma sposarsi in Francia, invece, ha un che di sexy.

#SylvieSchenk
Seconda edizione di #VeloceLaVita ♥️
Trad. Franco Filice

Sono qui, fermo su questa linea apparentemente valicabile, ma per farlo bisognerebbe avere il cuore leggero e l’anima sgombra, mentre il mio cuore e la mia anima sono colmi della memoria degli spazi che si allungano verso il circolo polare, del loro mutismo che patisce le parole, del candore delle nevi che divorano gli occhi, quello di una foglia incontaminata, del nero luccicante che ricorda il carbone in attesa di trasformarsi nel calore della fiamma: il nero della notte, il nero della miniera dove l’aria è impoverita dal respiro e non conosce l’alba.
Dunque, giunto al limite del mondo, per me lo scopo non è di fronte, ma alle mie spalle: devo ritornare. Il mio viaggio è concluso, è ora di affrontare il ritorno: nella parola.

Sergej #Lebedev
"Il confine dell'oblio"
Trad. Rosa Mauro

In un lungo reportage di Karl Ove Knausgård uscito sul New York Times Magazine dal titolo "A literary road trip into the heart of Russia", ripreso da Internazionale a marzo 2018, Knausgård parla dell'incontro avvenuto con Sergej #Lebedev. Qui un estratto:

Il pomeriggio, nel bar di un albergo di Mosca, incontro Sergej Lebedev, scrittore e giornalista di 36 anni che negli ultimi anni è diventato un attivista civico. Sono curioso di lui almeno quanto lo sono della sua scrittura, e sono affascinato dalla sua storia familiare almeno quanto lo sono della sua conoscenza della storia nazionale. So che è nato nel 1981 e che quindi è abbastanza grande per aver vissuto la prima parte della sua infanzia nell'Unione Sovietica e l'adolescenza negli anni caotici seguiti al crollo del regime. So anche che ha fatto il geologo. [...] In lui c'è qualcosa di indomabile, mi fa pensare a un animale che, quando afferra la preda, non la molla più. La storia aleggia come un'ombra su tutto quello che Lebedev scrive. E questa presenza così forte è la spia di tensioni e conflitti ancora irrisolti, che pesano sulla società russa in modo oscuro ma concreto. Lebedev mi racconta che nella sua adolescenza tutto era congegnato in modo da tenere nascosti pezzi di passato. Suo nonno, per esempio, era stato un ufficiale dell'esercito zarista prima di passare dall'altra parte e arruolarsi nell'Armata Rossa. Ma nella ricostruzione familiare degli eventi aveva sempre fatto parte dell'Armata Rossa, come se fosse nato nel 1917 e prima di allora non ci fosse stato nulla.
'Per me era normale', racconta. 'Vivevo in un mondo incompleto. Pieno di buchi. Con una serie di domande che non si potevano fare'. [...] 'C'è stata una specie di guerra della memoria in Russia, su quello che va ricordato e quello che va dimenticato. Oggi la storia è solo una questione di simboli, abbiamo perso qualsiasi idea di perdono reciproco e riconciliazione'

Leggete il suo bellissimo romanzo "Il confine dell'oblio" nella traduzione dal russo di Rosa Mauro.

#novitàK

Maglia rosa sfreccia a pochi passi dalla Keller... #giroditalia2018

Pranzo delle 15: gelato crudista... #pausaK

Scrive la Aleksievič: “Sergej Lebedev scrive di oggi, non di ieri. Scrive della nostra incapacità di comprendere fino in fondo l’epoca di Stalin. La perestrojka sembra morta e sepolta, ma Stalin continua a vivere. Eravamo così romantici negli anni Novanta, prendevamo per buona la libertà. Ma nessuno con precedenti penali e una vita nei campi di lavoro può ottenere la libertà da un giorno all’altro, una volta oltrepassato il cancello. Al posto della perestrojka e della libertà, abbiamo un Paese dilaniato, russi in guerra con ucraini e statue di Stalin che tornano alla ribalta, con preghiere per la Grande Russia a riempire le chiese. Non riguarda più la generazione di Stalin. Riguarda i suoi figli e i figli dei loro figli: una successione infinita e infausta. I personaggi di Lebedev cercano modi per recidere questo cordone ombelicale”

#novitàK
#SergejLebedev #IlconfinedellOblio
Libro splendido...

Camminava e continuava a sorridere, come le persone che hanno conosciuto un attimo di felicità e non possono dimenticarlo.

#OtaPavel ti vogliamo tanto bene
#Lamortedeicapriolibelli
Trad. Barbara Zane

Se i narratori del nouveau roman ci mettevano dieci pagine per descrivere una graffetta, il giornalista polacco riesce a scovare centinaia di storie senza concedersi di indugiare. Mai. Bisogna ripartire, macinare incontri. E dire che Hugo-Bader è stato assunto dalla Gazeta Wyborcza attraverso un annuncio e una prova che poteva traviarlo: descrivere la stanza insignificante in cui lo stavano ricevendo al giornale. In questa incredibile occasione sta la forza di un giornalismo come quello polacco, povero di risorse economiche, ma ricco di grandi cronisti letterari. Hugo-Bader è un Kapuscinski più ruvido e ironico, ma non meno potente e profondo.
Roberto Keller ha appena pubblicato "I diari della Kolyma", viaggio in autostop da Magadan a Jakutsk, lungo la strada costruita col sangue dei deportati nella più inospitale regione siberiana. Una terra estrema dove d’estate si superano i trenta gradi, ma si può scendere sottozero a luglio, come quella volta che un gruppo di ragazzini è stato sepolto dalla neve improvvisa nella foresta. La presenza di falde aurifere illumina il libro di una mitologia alla Jack London tra le cupe vicende di gulag: «Benvenuti nella Kolyma, il cuore d’oro della Russia» dice un cartello all’aeroporto.

Bellissima! Di Antonio Armano oggi su Domenica de Il Sole 24 ore Jacek #HugoBader "I diari della Kolyma" (trad. dal polacco di Marco Vanchetti) ☀️

"Non una parola di troppo, non una virgola in più: questa è la capacità di Sylvie Schenk di fermare la vita attraverso la letteratura. Uno stile tagliente e affascinante... "

Il resto della bella recensione di @andrea.marcolong (grazie Andrea!) lo potete leggere su Tuttolibri de La Stampa di oggi. #Velocelavita Grazie Sylvie Schenk per questo libro pieno di vita. (trad. F. Filice)

Su IL @ilsole_24ore oggi trovate un articolo di una nostra prossima scrittrice e giornalista, la canadese Sigal Samuel. Ha esordito con un bellissimo romanzo, pieno di dolcezza e umanità che uscirà a giugno: "I mistici di Mile End" (trad. dall'inglese di Elvira Grassi). Sigal lavora anche come editor alla rivista @theatlantic nella sezione religione e affari esteri.
Ne parleremo presto... Intanto qui scrive della parità di genere, della violenza contro le donne in Canada, tra i tanti temi del prossimo G7.

#focusCanada #sigalsamuel

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