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Fazi Editore  La qualità resiste. Casa editrice indipendente nata nel 1995. Condividi foto e citazioni dei nostri libri con #fazieditore

Dopo il grande successo di #QuelloCheRimane, fra un mese esatto arriverà in libreria ##IlSilenzioDiLaura, un altro imperdibile romanzo di #PaulaFox. Riscoperta grazie a #JonathanFranzen, Fox è oggi considerata una delle grandi voci del Novecento americano. Oltre allo stesso Franzen, fra i suoi seguaci figurano scrittori come #DavidFosterWallace e #JonathanLethem.

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«Certe volte, immerso nelle sue letture, lo assaliva la coscienza di quante cose ancora non sapeva, di quanti libri non aveva ancora letto. E la serenità tanto agognata andava in mille pezzi appena realizzava quanto poco tempo aveva per leggere tutte quelle cose e imparare quello che doveva sapere.» Solo per oggi trovate l'ebook di #Stoner di #JohnWilliams al prezzo speciale di 2,99€ in tutti gli store online.
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«Quando scendo a fare colazione e scopro di essere in anticipo sul café au lait, vado a perdermi per un po’ nella stanza che contiene più libri – per quanto in verità di libri ce ne siano ovunque, una valanga che ha raggiunto persino i corridoi – e occupo il tempo finché la moglie di Antoine mi chiama perché le dia una mano con un problema urgente. Ma mi è impossibile riordinare i libri senza ritrovarmi seduta sul pavimento in mezzo a una gran baraonda, intenta a leggere mentre il caffè si raffredda e l’uovo diventa immangiabile.
Rimango intrappolata tra i libri e l’unica cosa che mi libera dal labirinto sono gli ansiosi cinguettii di Mme Antoine che si presenta sulla porta per portare via gli avanzi della colazione e scopre che non l’ho neppure toccata.
Forse non dovrei riordinare i libri prima di colazione.» #UnEstateInMontagna #ElizabethVonArnim #fazieditore #lestrade

«Le ore di cammino nella notte erano le preferite di Martino. Nessuna domanda, nessuna parola, solo occhi spalancati, piccoli gesti e passi misurati per non fare rumore; inizialmente impacciati poi sempre più fluidi, naturali fino a essere parte di quel momento e di quell’ambiente. Come i rami sottili d’arbusto che tremolano al vento lieve, un cumulo di neve che diventa liquido e trasparente e si immerge nella terra, un pipistrello in caccia che sfreccia silenzioso tra gli alberi. I nostri sicuri cammini notturni, ben diversi da certi nebbiosi e inquietanti ritorni a casa nelle serate milanesi, erano contemplati da Martino come “la manutenzione dei sensi”.» #LaManutenzioneDeiSensi #FrancoFaggiani #fazieditore #lestrade

«Mi accontenterei di una piccola semplice onestà, e tolleranza. Il perché qualcuno è com’è, resta un mistero, e non riguarda la legge». #LaStatuaDiSale #GoreVidal #fazieditore #lestrade

«Dunque non decisi di cambiare il mondo a causa di quel facile idealismo e di quel moralismo cieco, che sono sempre forieri di sconfitta; né volli farlo allo scopo di accrescere la mia ricchezza e il mio potere; perché la ricchezza che non si contenta del benessere mi è sempre parsa la più noiosa delle conquiste, e il potere che trascende la sua utilità, la più disgustosa. Fu il destino ad afferrarmi, quel pomeriggio ad Apollonia, quasi sessant’anni or sono: e io scelsi di non sottrarmi al suo abbraccio.» #Augustus #JohnWilliams #fazieditore #lestrade

«Gerhard era un profugo fuggito dalla selva di scocciature quale è diventata la vita contemporanea. Datori di lavoro in delirio di onnipotenza, commesse maleducate, cantieri sempre aperti sulle arterie principali, ore alla ricerca di un parcheggio, metropolitane strapiene senza posto per il passeggino. Ovunque annunci pubblicitari che sono un insulto all’intelligenza. Vicini che fissano gli scaffali ai muri il sabato mattina. Bambini che giocano a “ce l’hai” nell’appartamento di sopra. Gente che non sa ascoltare la musica con le cuffie. Dieci corrieri espressi diversi che suonano ogni venti minuti per consegnarti il pacco di un inquilino assente. Marciapiedi scacazzati. Telecamere di sorveglianza e monitor accesi a ogni angolo. Consulenti aziendali sul posto di lavoro. Ingorghi nelle ore di punta, manifestanti in pattini a rotelle, cani nevrotici, cassonetti strabordanti e gente che si rincretinisce tutto il giorno con lo smartphone pur di non esporsi al misto malsano di panico e noia tipico dello spirito contemporaneo.» #Turbine #JuliZeh #fazieditore #lestrade

«Ho capito cosa vuoi dire. È una specie di trappola. Uno non dice le cose alle persone a cui vuole bene. Invece io penso che più vuoi bene a qualcuno, più dovresti dirgli tutto, anche le cose brutte. Credo che dirsi le cose sia il più grande gesto d’amore.» Rileggiamo #IlTempoDellAttesa di #ElizabethJaneHoward, aspettando l'uscita, tra tre settimane, di #CambioDiRotta.
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«Per gli abitanti del bosco ogni specie di albero ha una sua voce e un suo aspetto. Al passare del vento gli abeti singhiozzano e gemono non meno di quanto ondeggino, l’agrifoglio fischia e lotta contro se stesso, il frassino sibila e freme, il faggio fruscia mentre i suoi rami piatti si alzano e si abbassano. E l’inverno, che modifica i suoni di questi alberi col disperderne le foglie, non può privarli della loro individualità.» #SottoGliAlberi #ThomasHardy

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«Mi colpì la fondamentale insignificanza della vita, tutte le sciocchezze per le quali ci disperiamo. Sono a Roma. C’è un tizio accanto a me che sta mandando un SMS e in fondo alla strada c’è la tomba di un generale romano che è morto nel secondo secolo.
Prendo in giro Taylor, ma ha ragione lei. Viaggiare stravolge la tua prospettiva.» #Siracusa #DeliaEphron #fazieditore #lestrade

«Ne ho le palle piene di donne nere descritte in base alla tonalità della pelle! Color miele! Cioccolato fondente! Mia nonna paterna era marrone caffellatte, mocaccino, cracker integrali, cazzo! Ma perché non descrivono mai i personaggi bianchi paragonandoli a cibi o bevande calde? Perché non ci sono mai protagonisti con la pelle color yogurt, guscio d’uovo, formaggio a pasta filante o latte scremato in questi libri razzisti senza né capo né coda? È per questo che la letteratura nera fa schifo!». #LoSchiavista #PaulBeatty #fazieditore #lestrade

«Lazlo non sarebbe potuto appartenere alla biblioteca più sinceramente se fosse stato un libro. Nei giorni seguenti – e poi i mesi e gli anni, mentre diventava un uomo – raramente lo si vide senza un libro aperto davanti al viso. Leggeva mentre camminava. Leggeva mentre mangiava. Gli altri bibliotecari sospettavano che leggesse anche nel sonno, oppure che non dormisse affatto. Nelle occasioni in cui alzava davvero gli occhi dalla pagina, sembrava sempre che si svegliasse da un sogno. Strange il Sognatore, lo chiamavano. Il sognatore, Strange. E non lo aiutava il fatto che a volte andasse a sbattere contro le pareti, o che i suoi libri preferiti provenissero da quel polveroso sottolivello dove nessun altro si curava di andare. Lazlo vagava con la testa piena di miti, sempre mezzo perso in una qualche storia di un altro mondo.» #IlSognatore #LainiTaylor #fazieditore #lainya

Foto di @nebuladaphne

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