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Claudia Zedda  #Book #Food, #magic #herbs, folklore, photo, #Sardinia. Author & blogger. Bussa alla mia porta ☞ kla.zedda@gmail.com

Sono in viaggio sotto una luna grande e stelle lucenti. Domani vi racconterò tutto, domani vi mostrerò le foto e vi regalerò i miei ricordi. Oggi brevi suggestioni di una serata che mi ha profondamente emozionata. Perché a Orosei ho visto per la prima volta le janas. Vestono di rosso, hanno la statura di bambine ma il cuore è quello di donne. In loro compagnia ho girato intorno al fuoco e mangiato erbe selvatiche. Insieme a loro ho sognato e di quel sogno m'è rimasto in bocca un gusto di miele.
Saluto Orosei con l'ingombrante sensazione d'aver ricevuto molto, molto, molto più di quanto abbia dato.
Saluto Orosei più innamorata della mia Isola, con nuovi desideri di ricerca, nuove suggestioni, nuove speranze.
Grazie.
E sì, sono una creatura incredibilmente fortunata.

E anche oggi cose sofisticate domani 😂. A passeggio fra i boschi 😉

In sa miràda, issa, portàt totu sa luxi 'e su soli.
Nello sguardo, lei, portava tutta la luce del sole.

In foto i pastissus, la frase, a mio parere incredibilmente innamorata, tratta dal libro di Benvenuto Lobina, Po cantu Biddanoa.

Ieri facevo qualche foto alla fregula e lei, Rebecca, mi ronzava intorno. - Mamma posso toccarla? - Toccala. - E una scivedda me la regali? - Scegline una e sarà tua per sempre. La tua prima scivedda. Ma sceglila bene, che la prima scivedda è importante. - Mamma...
- Eh...
- Sei la mamma più bella del mondo. - E tui sa janitedda prus galana de Sardinnia.
La curiosità è l'arma più efficace che abbiamo per vivere con consapevolezza il nostro mondo. Conservala ostinatamente.

E sì, è davvero la janittedda più bella di tutta la Sardegna.

Scivedda made in @ceramicheusaiwalter.

Sa scivedda, meravigliosa conca in terracotta utile per mille e una faccenda, in Sardegna la usiamo da millenni. Insieme con su strexu 'e fenu, su strexu 'e terra era regalato alla donna che diventava meri 'e domu (padrona di casa). Io i cestini, i setacci e buona parte delle terracotte che possiedo li ho fatto a mano, li ho ricevuti in regalo da mamma e li ho acquistati. Queste sciveddas in foto invece, 11 piccole e 1 più grande le ho ricevute in dono da @ceramicheusaiwalter, artigiano creativo di Assemini. E per me sono un vero tesoro.
Oggi mi sento un poco di più jana, perché un poco di più è ricco il mio cuore.
Le ho colmate di framentu (lievito madre), fregula, fave e ceci dell'azienda bio della cara amica @unastregadicampagna, di semola Molino Secci, di acqua e lavanda selvatica e le userò, da qui in poi, per fare le mie piccole e grandi magie.
Ricordatevi d'essere felici.

La magia del pane sardo è difficile da spiegare a parole.
Fortuna vuole che ci siano le immagini... Pane Froriu di Villamassargia. Dono generoso de @su_pani_froriu

Quest'anno ancora non ho iniziato a friggere, ma il desiderio è piuttosto intenso e ostinato. Quasi imbarazzante direi. Per cui mi riscaldo con le fritture dell'anno passato: in foto le "Cattas", la strepitosa frittura lunga a prova di sbav. La ricetta? Ereditata dalla famiglia goceanina di mio marito. Deliziosa, davvero deliziosa e divertente da preparare. Trovi tutti i dettagli su www.koendi.it

Ci sono doni preziosi, di semola e acqua. Quello che vedi in foto è un dono prodigioso. A Villamassargia lo chiamano pani froriu (fiorito) e si prepara in occasione della candelora. La tradizione di questo pane è antica, l'arte si passa di madre in figlia, mentre lo si prepara si recitano brebus e preghiere e lo si dona alla Madonna o a donne con le quali si desidera condividere amicizia o competenze.

Stupendo non credi?

Di tutto questo e di altro parlo nel nuovo articolo che ho condiviso sul mio blog (www.claudiazedda.it). Un grazie speciale a @su_pani_froriu e a Maddalena, Cecilia ed Agostina, per aver condiviso con me questo gioiello, che non è d'oro, ma vale molto di più.

Dopo mesi e mesi trascorsi in giro per la Sardegna, finalmente un sabato a casa, tutto per me, o quasi. Lo trascorro pigramente, a leggere, fotografare, intrecciare croci per Brigit, ad ammirare su pani froriu, regalatomi da Maddalena @su_pani_froriu (vi racconterò tutto a breve ❤🙏) e a scrivere un pezzo sulla Candelora e sull'antica festa che dava il benvenuto alla luce che tornava.
Stasera online. E dalla settimana prox dirette pomeridiane per parlare di Janàsa ❤. Fammi sapere che ne pensi.

Parlare di janas non è solo parlare di fate, di mito, di passato. Parlare di janas è parlare di economia, religione, sorellanza, accoglienza, contatti fra l'Isola ed il Mediterraneo tutto, femminismo come lo vedo io. Parlare di janas è parlare di storia, parlare di Sardegna, parlare di leggenda che non è "Tonteria", ma contenitore di antiche verità.
Parlare di Janas mi ha reso una donna migliore, una sarda più consapevole, una persona più completa. E di parlarne, ve lo dico fin d'ora, non mi stancherò presto.
Per questo motivo e per molti altri ringrazio la mia buona stella che mi ha regalato la possibilità di scrivere Janàsa, che racconta di Janas, ma anche e soprattutto di noi. "– È una storia preziosa, Piera. Janàsa e le sue sorelle, e molte donne dopo di loro, hanno custodito questi segreti gelosamente, raccontandoli come una storiella di poco conto, ma non dimenticando il potere che queste parole custodiscono: della nascita, della cura, dell’assistenza e della morte. E se ci pensi bene, bellixedda, queste sono tutte cose che le donne sanno ancora fare. In fondo tutte noi siamo antenate di quelle che sbrigativamente la gente chiama jànas. E ora spetterà anche a te il compito di garantire la sopravvivenza di questi segreti, raccontandoli agli altri e non permettendo che vengano dimenticati. Parlano di noi, sono le nostre radici, la

I luoghi del mio cuore, dove mi confondo con le nuvole o con il vento, dove ho cinque anni o cento, dove mi chiamo Claudia o Maura, dove volo o cammino. In due parole dove non sono, eppure sento.
Auguro anche a te d'avere molti luoghi del genere ai quali fare ritorno, anche solo con il pensiero. ❤

Is puddas funt criendi. Le galline hanno ripreso a far le uova, e questo è il dono genuino che Nonna Agnese ci ha fatto. Pane caldo contro uova di giornata. Non esiste cosa più armonica e tonda della restituzione di un dono. Non esiste fortuna più grande di riconoscere la ricchezza quando la si vede. Ricca, oggi sono ricca e pure prospera, direbbe la mia maestra di kundalini. E tu? Ti senti prospera/o?

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