cialtrone cialtrone

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🤡🇮🇹🔞♈️👫  🌟Laureato in scienze della cialtroneria con master in sorrisi-sparsi 😃...Tengo più ai miei scritti che ai miei scatti! 📖(..e cmq è tutta roba mia!)

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Cosa ci spinge ad ammassarci in una stanza a decine e decine, alle 11 di mattina di un caldo, caldissimo luglio e per di più imbullonati in completi lunghi, cravatte e scarpe strette?
Cosa ci obbliga a sorbirci ore ed ore di formule, numeri, lemmi, latinismi e tecnicismi quando anche lo scontrino del supermercato è per noi un calcolo troppo complicato e de "La settimana enigmistica" facciamo al massimo le parole crociate facilitate?!?
Ed infine, amici e amiche oggetto di questo post, credete davvero che l'applauso finale sia per voi e non per la liberazione di poter finalmente uscire da quella trappola infernale che sono le aule delle università durante le sedute di laurea?!?
Laurea!
Sono tre anni più due da fare (quasi) obbligatoriamente...e allora, festeggiate alla fine e basta!
E invece no!
Ci obbligate due volte alla stessa tortura!
Ma amici laureati, il percorso universitario è stato duro e difficoltoso per voi! Noi che c'entriamo?!?
E poi basta con quelle corone d'alloro che con questo caldo i moscerini vi stanno invadendo le orecchie e sembrate il culo di una mucca! (senza coda, però.)
L'unica cosa positiva di questo enorme carrozzone sono le bottiglie: saltano tappi manco fossimo al gran premio di formula uno!
E siccome non è che se ne laurea uno, ma siete almeno in 58, è un attimo recuperare un bicchiere ed infilare la mano tra le braccia di qualcuno che mesce spumante!
L'importante, però, è evitare di infilarsi sotto l'ascella proprio del neo dottore, sudato come un operaio dell'Anas sull'autostrada Sa-Rc..
..quella stessa autostrada che ben presto imboccherete: voi, la vostra laurea e la speranza di trovare un lavoro che giustifichi tutto questo sforzo!
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(Sottotitolo: chi di speranze vive...)
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La storia di oggi potrebbe chiamarsi "la grande illusione": come quando compri i ravioli di Giovanni Rana e c'è scritto "2 porzioni"...se se!
Come quando vai al multisala e ti dicono "si sbrighi: c'è solo la pubblicità e poi inizia il film"...vabbè allooooora!
Come quando su Facebook leggi: importante fai girare!...ma vafancul!
Mattina, casa Cialtrone.
Il padrone di casa, stimatissimo divulgatore scientifico di minchiate nonché campione regionale di lancio del coriandolo (men sana in corpo sano) dorme; la moglie al suo fianco dorme anche ma con continui scatti di gomito atti ad interrompere i rumori molesti provenienti dalla sua sinistra.
Tutto sembra procedere come al solito quando, alle ore 6:50 circa, la coppia viene svegliata da fragoroso e inaspettato boato!
Uh mamma mia o'terremot!
Non trema nulla!
Allora forse sono le bombe della festa di Sant'Agata!
Ma quella è il 5 febbraio!
Può essere che sono stato io a causa dei peperoni di ieri sera?!
Cialtró ma se hai mangiato cotolette??!?
E allora che è ?!?
La moglie solerte si alza e affacciandosi proclama: "c'è un camion con una gru: qualcuno nel nostro palazzo sta traslocando!"
Bè amici, se foste stati presenti, avreste visto un uomo (mai stato atletico!) spiccare un salto verso l'alto, sfiorare il soffitto, avvitarsi in aria per compiere due piroette, ricadendo lanciare pigiama e mutande a destra e manca e, atterrando sul comodino in perfetto stile da ginnasta, lanciare un urlo che potremmo più o meno riprodurre così:
MA-VIENIIIIIIIIII-SUCAAAAAAAAAAAA!
Ma...
Cialtrone, quando hai finito di fare il cretino, rimettiti le mutande e togliti dalla faccia quell'espressione da Mino Raiola che controlla l'estratto conto: non è il nostro vicino superiore che trasloca!
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(Sottotitolo: ve l'avevo detto "La grande illusione!")
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Ma quando fuori ci sono 30, 35, 40 gradi e tu sei in giro, sudato, ma quali sono le cose che ti potrebbero far dire:"al peggio non c'è mai fine?"
Uhm vediamo...
Entrare in un'auto nera parcheggiata al sole in cui non funziona l'aria condizionata ed i sedili sono in simil-pelle di gnu tibetano che non solo ti si azzeccano al culo e ti fanno venire le emorroidi ma fanno anche quella puzza tipica di gnu tibetano bagnato!
Andare al bar, lavarti le mani in bagno e dovertele asciugare con quel coso dell'aria calda per non sporcare i pantaloni bianchi, nuovi, strofinandoci le mani bagnate sopra (come, ad esempio, faccio io, normalmente!);
Incontrare la vecchia zia Dora che ti blocca a parlare sotto il sole di quando eri piccolo e avevi delle guance così tonde (e tu dici "Su Dora!") e avevi tanti capelli ricci (e su Dora!) e quegli occhiali così grandi (e su Dora!) e quei piedi a papera...e su Dora! È su-dore quello che vedi grondare che sembro avere le cascate delle Marmore sotto le ascelle! Smettila di rompere le balle o, al limite, andiamo all'ombra!
Andare a trovare tua madre, di pomeriggio, verso le 17, e saltare in aria insieme ad altre cinque persone della tua scorta.
Cazzo, questo sì che sarebbe un caldo bomba!
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Sottotitolo - 19 luglio 1992, in via D'Amelio, muore Paolo Borsellino con la sua scorta: per non dimenticare che la mafia è (sempre) una merda!
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-Cialtrone sto uscendo.
Moglie, dove stai andando?
-Al mercato a fare la spesa, perché?
E dove dovevamo andare stamattina noi?!?
-Al mare, lo so ma prima che quelli del CAI mi chiedano di fare una visita speleologica nel nostro frigorifero, vado al mercato per comprare giusto due viveri di sussistenza!
E allora dillo che non vuoi andare al mare!
-Cialtrone, mia caro marito: quale nesso logico esiste tra il non voler andare al mare e la necessità di riempire il frigo con cose che non siano il barattolo del caffè, la bottiglia d'acqua e le tue mutande pulite che (ah se il mondo lo spesse!) preferisci indossare fresche?!?
-Perché non sai che la spesa la puoi fare anche a mare? Comodamente seduta sotto l'ombrellone?
Con l'arrivo dell'estate, infatti, le spiagge si riempiono di venditori ambulanti.
E se una volta, il classico vu cumprà, lo vedevi carico solo di tappeti e pareo, col passare degli anni il Beach-business è andato sempre aumentando che, in teoria, uno potrebbe arrivare a mare nudo come mamma l'ha fatto e...
costume, ciabatte e telo mare, manco a dirlo, li trovi subito.
Ti manca l'ombrellone, hai l'ombrellone; se non vuoi sdraiarti ma preferisci la sedia, hai la sedia; non vuoi fare il bagno, hai lo spruzzino; vuoi fare il bagno, maschera, tubo e pinne ma se non sai nuotare, anche salvagente e braccioli; dopo il bagno ti viene quel certo languirono, il cocco; hai sete, l'acqua ma se sei un vecchio sbevazzone alcoolico anche birra, sangria e Borghetti; ti cala la palpebra, massaggio; vuoi fare movimento, palle, pallette, palloni, bocce, arco, giavellotto, carte, dama, scacchi, forza4 e una volta uno mi voleva vendere pure un vecchio biliardo con tanto di palline, stecche e buche che ancora mi chiedo a questi tutta sta forza e sta buona volontà di girare in spiaggia, a 40º, sotto il sole, e pure coperti dalla testa ai piedi, a prendersi centinaia di "no, grazie" e migliaia di "mavafancul" chi gliela dia!
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(Sottotitolo: com'è la storia di essere gentili con gli altri perché non sappiamo che battaglia stiano combattendo?)
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L'estate è la stagione della pace.
Tutti i conflitti sembrano terminare, niente scioperi o manifestazioni: in estate, anche le proteste vanno in ferie!
Chi invece sembra non godere di questo clima di distensione sono i viaggiatori ferroviari...
Stazione, ore 8 di mattina. Ti aggiri tra i binari con la tua valigia pesante, bersaglio degli sguardi della polizia ferroviaria convinta che tu stia trasportando un cadavere. Ad un certo punto, l'altoparlante annuncia quello che non vorresti sentire: "il treno IC926 in partenza da Milano e diretto a Catania centrale partirà con 30 minuti di ritardo"...45...60...90. Come i gradi della lavatrice, più aumenta il ritardo più tu diventi bollente di rabbia!
Alla fine, stretto tra decine di viaggiatori come te, che protestano, blaterano e sbuffano, sali sul treno e parti con solo 2h di ritardo.
Sul treno avanzi a stento: il trolley, novella falce della morte, stronca piedi e stinchi di chiunque incroci il tuo cammino e tra un "mi scusi...permesso...bestia, ti togli?!?" arrivi finalmente al tuo posto che, matematicamente è occupato!
Spesso, credetemi, è meglio avere a che fare con un delinquente, poco di buono, ex galeotto piuttosto che con quelle carinissime vecchine che non capiscono un cazzo, ci sentono anche meno e purtroppo non puoi atterrare con un colpo di Karatè come faresti con l'altra categoria!
Quindi, per amore della pace, emigri in altro scompartimento e ti rassegni a condividere le restanti 13 ore di viaggio con il non plus ultra del prototipo del utilizzatore delle ferrovie dello stato:
Ragazzo con cuffie nelle orecchie che vuole condividere la sua musica di merda con te ascoltandola a volume stratosferico;
Coppia di anziani coniugi in viaggio carichi come i re Magi moderni: vino, mozzarella e soppressata per sfamare un reggimento;
La già nota vecchina usurpatrice di altrui posto che sgrana al Mondo il rosario dei fatti suoi;
Mamma iperprotettiva con bambino iperpestifero con cui pero, ne sei certo, finirai a giocare a sassoforbicecarta davanti al bagno infondo alla carrozza pur di respirare un po' di sana, pulita e fresca puzza di cesso e di libertà!
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(Sottotitolo: ma non dovevano inventare il teletrasporto?!?)

Si fa presto a dire amore!
Tutti lo cerchiamo, lo vogliamo, lo desideriamo!
Anche i più duri, in fondo in fondo, hanno un cuore: io ad esempio, come diceva il grande Totò, ce l'ho molto in basso, vicino allo stomaco! (Ecco spiegate tante cose!)
Ma ovviamente non è semplice!
Bisogna trovare la persona giusta, passare per tutta una serie di situazioni e verifiche e, anche alla fine di tutto, non si è mai sicuri di aver indovinato l'anima gemella.
Io sono maschio da più di 40 anni (ve lo giuro, me lo ha detto la mia mamma!) e so bene come funziona: sguardi, approccio telefonate, messaggi, appuntamenti, petting, schiaccing e matrimonig!
È soprattutto, però, la fase del corteggiamento che vede noi maschi impegnare forze intellettive, fisiche ed...economiche!
Ah, quante cene modeste, noiosi monologhi ed euro bruciati ma sempre, sempre e stoicamente determinati, con lo sguardo all'obiettivo, fisso li...diciamo più o meno 10/15 cm sotto il collo della signora nostra ospite!
Ma quello che oggi il Cialtrone si chiede è: ma voi donne? Come vivete questi appuntamenti?
Anche voi impiegate 5 minuti per scegliere quale camicia mettere invece dei soliti 4?
Anche voi, prima di uscire, controllate il portafoglio per vedere se avete quei 361€ che siano sufficienti per fare bella figura al primo appuntamento?
Anche voi avete sognato, fantasticato, immaginato per tutta la serata (ed anche i giorni prima) di toccare, abbracciare e stringere quel corpo che finalmente siede al vostro tavolo e poi, una volta che l'idillio nasce e si concretizza nel bacio, scoprire che ha l'alito che profuma come la fogna di Bombay dopo la famosa ondata di dissenteria del 1842 rimasta nella storia dell'India e di tutta l'Asia mediorientale?
Orsù donne: dite, dite!
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(Sottotitolo: Do you remember la storia delle farfalle? Meditate gente, meditate!)
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Sabato!
Se girate su Instagram dal lunedì al venerdì troverete decine e decine di post sul sabato: quando arriva sabato...mancano due giorni a sabato...voglio sabato...sabato monamour...vivo solo per il sabato...
Magri all'inizio non ci fate caso, presi da altre mille cose interessanti che si trovano su Ig (tette, culi e selfie!) poi col passare del tempo iniziate a farvi delle domande: ma perché proprio il sabato e non ad, esempio, la domenica? E poi, perché sono soprattutto le donne che aspettano sto benedetto sabato?!?
Donne, badate bene, di qualsiasi età, estrazione sociale e provenienza geografica!
Uhm...mumble mumble...pensa Cialtrone, pensa...
Ma certo!
Altro che l'esercito del selfie!
Il sabato, le donne di Instagram, sono l'esercito dell'estetista!
Una settimana di sofferenza ripagata solo da quelle ore di vita vera tra le mani della parrucchiera, della manicure o della massaggiatrice!
Una settimana a nascondere le gambe per non mostrare il pelo superfluo o a girare con il cappellino di lana per non palesare la ricrescita!
Poi finalmente, il sabato!
Sommo gaudio pelo reciso est!
Unghia ricostruita est!
Lampada abbronzante est!
Giubilo, festa, bordello....ma solo se avete prenotato o se avete l'amica fidata al centro estetico!
Perché se (non sia mai) la donna dimenticasse di fissare l'appuntamento...mariti, fidanzati, amici scappate nel posto più lontano che conoscete...verso l'infinito e oltre!
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(Sottotitolo: ne uccide più un pelo incarnito non tolto che la spada!)
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Che io sia uno studioso "sul campo" è ormai cosa conosciuta a tutti: le mie indagini antroposociologiche riscuotono consensi da parte del mondo scientifico e non (soprattutto non!)
Pensate che anche l'università di Pescasseroli voleva darmi la laurea honoris causa ma ho rifiutato (perché mi sento il novello Bob Dylan della minchiaite!)
Detto ciò, (giusto per specificare i miei titoli accademici che qualche buontempone ogni tanto mette in dubbio!) introduciamo subito il tema di oggi: i capelli e, specificatamente, i capelli delle donne.
"Eh, cialtrone ma tutte le donne hanno i capelli!"
Pivelli! Lo vedete perché io sono scienziato e voi no?!?
È normale che tutte le donne abbiano i capelli, così come tutta la razza umana (ed evitate battute sui miei altrimenti vi scancello!)
Quello che però il vostro occhio pigro non vede, e che invece io analizzo, è l'uso da parte delle donne di oggetti atti al mantenimento dei suddetti capelli.
È cosa notoria che la donna tenga ai suoi capelli più di qualunque altra cosa (non si spiegherebbe altrimenti la spesa periodica e costante di somme spropositate di denaro al solo scopo di sentirsi "più ordinate") ma è altrettanto noto che, per tenere legati i capelli, si diverta ad utilizzare qualsiasi oggetto idoneo (o troppo spesso non idoneo) allo scopo.
Eliminando quelle che usano gli elastici (banali), le forcine (infantili) o le penne (disordinate) concentreremo la nostra attenzione su una categoria: i mollettoni.
Tu, signora di mezz'età (che tanto oggi piace definire Milf) che curi le unghie, la pelle, le scarpe, l'outifit, le sopracciglia, l'intimo e che spendi 120€ senza ricevuta fiscale per farti fare la piega (che Mimma con 7€ ti fa anche lo shampoo e viene pure a casa), dimmi: perchè devi andare in giro con il mollettone che 5 pezzi 1€ dai cinesi?
Quello che lo metti e tiene come l'elastico delle mutande di Pavarotti?
Quello che ha la resistenza dei sacchetti del supermercato pieni?
Quello che con il caldo di questi giorni, si squaglia tipo candele della festa di Sant'Agata a Catania?!?
Donna anche il dottor Cialtrone si arrende davanti a quest'interrogativi!
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(Sottotitolo: cialtró, stai a guardá er capello!)

Fermo restando che se fermi restate al mare, in spiaggia, rischiate l'autocombustione che manco i Canadair (che Dio li benedica sempre!) riuscirebbero a spegnervi, direi oggi di affrontare insieme a voi una questione specifica dell'estate 2017.
Se in questo momento siete al mare, sdraiati sul lettino o seduti sulla sdraio, alzate la mano e salutate il Cialtrone.
Fatto? Bene.
Ora guardatevi in giro e ditemi chi vedete: la signora che rimprovera il bambino...ok...le tette finte di quella...ci siamo...andate più verso il mare...le tette finte...si abbiamo capito...più a mare, ho detto!...finte, tette...ancora!
Vabbè vi aiuto io: se guardate a mare, noterete un tipo altezza media, pancia del 40 non allenato, costume a pantaloncino monocolore.
È con l'acqua alle ginocchia, ha qualcosa tra le mani e sta compiendo tutta una serie di movimenti che però non riuscite a decifrare perché vi da le spalle.
Tutt'attorno un nugolo di bambini che osservano incuriositi. Siete incuriositi anche voi e vi sporgete dal lettino per cercare di capire.
L'uomo si attarda, continua a compiere strane operazioni che sembrano preparatorie a quella che sarà l'attività successiva..ecco: si gira verso di voi..potete vederlo bene...ma...ma...ha qualcosa sulla faccia!
Che cazzo è?!? ...ma è una maschera! È un supereroe!
Batman...no aspè...Spiderman...nono è
Ironman!
Ironman al Lido Sofia?!?
Cialtró...è la nuova maschera di Decathlon: serve per respirare col naso quando fai snorkeling!
Snorkeling?!? Nel mar Mediterraneo?!?
Sulla spiaggia libera dove il massimo che si può vedere con questo affollamento balneare è la triglietta-nana-sola o il paguro-sordo-albino?!?
Vabbè, ci rinuncio: per oggi lo studio sociologico finisce qui.
Ed ora scusate ma ho il torneo di briscola che mi aspetta!
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(Sottotitolo: estate 2107, altro che supereroi!)
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Ditemi cosa c'è di più imbarazzante di dover andare in un bagno non tuo!
Ma neanche una caduta in pubblico;
Neanche chiamare la sposa con un nome diverso;
Neanche dare dell'incinta a una che semplicemente era sovrappeso.
(Ovviamente tutte cose fatte dal sottoscritto!)
È più forte di me: al bagno in casa d'altri mi blocco!
L'ansia mi assale!
E se mi sentono? E se deve entrare qualcuno?
Come se tutti stessero dietro alla porta ad aspettare la mia performance!
E non fate quelle facce! È una questione che, chi più chi meno, riguarda tutti!
Entri e ti assicuri che la porta sia chiusa: chiave, lucchetto, chiavistello, sedia, armadio e pure un bel fossato coi coccodrilli (che alla fine, ributterete nel cesso da dove sono venuti!)
Per evitare rumori molesti attui il vecchio trucco del rubinetto aperto (che se malauguratamente qualcuno fuori dovesse notare il rumore, penserebbe che come minimo ti stai facendo bagno, doccia e bidè tutt'insieme!)
Ora tutti con il telefonino ma prima, quando usavi un bagno non tuo, dovevi adattarti a leggere quello che trovavi!
Una volta, che avevo la diarrea, ho dovuto finire una collezione di romanzi "Armony-le notti d'amore del deserto" e recitare tutto il libretto del rosario della madonna di Lourdes pur di ammazzare il tempo!
Quando, poi, finalmente hai finito, inizi a pensare a come dissimulare la puzza: se ci sono, ovviamente, spalanchi le finestre (anche fossimo il 17 gennaio a Courmayeur) ma se non ci fossero?!?
Ventilatore umano con asciugamani; tecnica del gonfiamento di palloncino ma senza palloncino; utilizzo di profumi trovati in bagno (ma attenzione al valore perché sprecare 120€ di profumo per una cascata!); piantonamento del locale impedendone l'ingresso per i successivi 20 minuti con la banale scusa del "non puoi entrare perché stiamo aspettando i ris di Parma: c'è un cadavere nella vasca."
Alla fine sei lì, ancora seduto, che ti senti vincitore perché il peggio è passato quando, allungando distrattamente la mano verso l'atto finale della tua titanica impresa, cadi nell'unica, irrisolvibile, apocalittica tragedia umana: manca la carta igienica!
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(Sottotitolo: stitici avete la mia stima!)
#catania #sicilia #italia

A Catania non "fa caldo", a Catania "c'è caldo"!
Proprio a voler rappresentare una presenza ingombrante, fastidiosa come qualcosa che materialmente senti addosso, ti si appiccica, ti schiaccia a terra!
Esci la mattina dopo una notte passata a lacrimare...sudore!
Nessuna posizione ti ha dato refrigerio e spostarti sul balcone non è servito a farti dormire ma solo a nutrire le zanzare!
Sulla moto hai la sensazione di guidare con la testa infilata nel forno e non nel casco!
Arrivi a lavoro con la maglietta bagnata che si appiccica alternativamente alla tua schiena e alla spalliera della sedia.
L'aria condizionata è la tua salvezza ma ti sembra sempre troppo: troppo bassa quando hai caldo, troppo alta quando inizia quel dolorino alla cervicale.
Troppo debole quando ti scorre la gocciolina lungo la tempia, troppo forte quando hai quel cerchio alla testa che neanche San Bernardo (protettore del freddo).
Troppo caldo quando le mutande ti si appiccicano nel sederino e ti senti al carnevale di Rio, troppo freddo quando ti si forma la brina sui peli delle braccia.
Finisci la giornata di lavoro con l'ansia di tornare a casa e memore del viaggio di andata, ti sistemi due cosce di pollo sul serbatoio della moto, così almeno arrivi con il pranzo pronto!
Finalmente ti fermi davanti al tuo condominio (sudato come un maratoneta marocchino al 1º trofeo del deserto 2017) e mentre aspetti che si apra il cancello automatico, l'occhio ti cade poche decine di metri alla tua destra: stanno rifacendo il marciapiedi e la strada.
Due operai sistemano i blocchi di cemento: uno avrà 60 anni, magro come un chiodo, stempiato, le rughe che gli solcano la faccia; l'altro giovane, senza maglietta, tatuaggi e fisico, con un cappellino improponibile da pescatore.
Allineano blocchi di cemento come io farei con le carte del solitario sul pc. Non si fermano un attimo se non per allungare la schiena o asciugarsi il sudore.
Ci saranno 40 gradi!
Non una tettoia, non un ombrellone, non un albero che faccia ombra ne, tantomeno, l'aria condizionata.
Semplicemente Eroi!
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Sottotitolo: quando siete felici (e al fresco) fateci caso!
#catania #sicilia #italia #estate2017

Nell'elenco delle cose più tristi che l'amore ci obbliga a fare, annoveriamo numerose casistiche ormai internazionalmente riconosciute come torture: fare shopping (con la sua aggravante di farlo durante il periodo dei saldi); assistere alla sfilata di moda di Lallà Sciamtosà (ed essere obbligato a dire "si, si...very nice" applaudendo come un mentecatto!); partecipare alla retrospettiva cinematografica di tutti i film del grande Sergej Michajlovič Ėjzenštejn (per intenderci: quello de "La corazzata Potëmkin"!) e tante, tante altre.
Ho sempre creduto che, ai primi posti di questo triste elenco, ci fossero quelle donne costrette dai propri uomini ad assistere alle partite di calcetto a bordo campo mentre lui sbuffa, impreca e, spesso, colleziona figure di merda sul terreno di gioco!
Per me, fino a ieri, questo era il top delle torture amorose!
Fino a ieri, appunto...
Festa patronale: avanti il Santo con il prete e le vecchiette; dietro tutti gli altri ed in coda la banda musicale.
Proprio all'interno della banda, tra trombe che squillano e rullanti che rullano, c'era lui: il tamburista...tamburante...tamburello...insomma: quello che suona il tamburo, quello grande, che mi pare si chiami grancassa.
Alto, grosso, marziale: dava colpi potenti al suo strumento, dettando il ritmo e spronando tutti a suonare con più vigoria.
La sua mano destra non trovava riposo, non si fermava un attimo, tanto è vero che ricordo di aver pensato: ma di solito non suonano con entrambe le mani? Sarebbe più semplice! Non capivo l'arcano quando l'occhio mi è caduto pochi cm più in là: al fianco del tambur...vabbè di quello!
L'uomo, mentre con una mano suonava lo strumento, con l'altra stringeva la mano di quella che credo fosse la fidanzata!
Quindi ricapitolando: con una mano suonava e con l'altra teneva la mano della partner che, con uno sguardo da "miglio verde che porta alla sedia elettrica", ha percorso tutta, e dico tutta, la processione al fianco del tamburante!
Che poi, sicuramente, a fine serata avrà avuto la mano fratturata, i calli doloranti, il timpano perforato ma, soprattutto (povera donna) le palle fracassate!
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(Sottotitolo: ah...l'amur!)
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