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“Quando volevi scusarti, ti presentavi sotto casa mia senza avvertirmi. Sorridevi e ti comportavi come se tutto fosse sistemato, ma il mio cervello era in frantumi e il mio sguardo perso.
Spesso eri rallentato nei movimenti e sembravi non provare alcuna emozione. Salvo le volte che avevi scatti di nervosismo, come quando tuo padre ti chiamava urlandoti contro che in casa erano spariti dei soldi.
I tuoi amici ti chiedevano “come stai?” mentre se ne andavano, non ti cercavano quando scomparivi.” #antoniodikeledistefano
#chistamalenonlodice

C'è qualcosa in me che mi impedisce di essere felice. Mi sento tra parentesi e questa fase mi provoca un dolore quasi fisico, un magone che si pone tra me e il sonno, tra me e lo sforzo di trovare una ragione valida per lasciarmi alle spalle tutto e tutti. Andare via non serve se non cambi dentro, non serve a risolversi. Non è un sorriso a rendere felici le persone, non è l'amore a renderle meno sole, non è il silenzio a darle tranquillità. Vorrei nella mia vita qualcuno che mi rendesse felice e non solo orgoglioso, ma nel frattempo qui, ci diciamo basta e non ci crediamo nemmeno noi, perché odio terminare i libri che non vorrei finissero mai, perché anche quando mi urli addosso preferisco ascoltare. Mi lasci solo ogni volta che guardi un altro come dovresti guardare me e in quei momenti dovrei capire che il senso della vita non è stare bene ed essere felici con qualcuno, ma sentirsi vivi anche quando non si ha nessuno.

#antoniodikeledistefano

Io ci credo ancora che un giorno si sistemeranno tutte le cose.
Ci credo ancora che sentirò mia madre sorridere insieme alle mie sorelle in salotto mentre rientro a casa.
Un giorno, forse lontano, troverò quello che ho sempre cercato nella vita.
Un giorno troverò il modo di ripagare il debito di gratitudine che ho nei confronti di mio padre, troverò il mio cammino e dirò ad alta voce quello che per un'intera adolescenza non ho saputo dire.
Ci credo ancora che riuscirò a trovare qualcuno che reputi il "successo" una posizione ininfluente.
Una persona che nelle mie parole, cerchi frasi semplici e risposte giuste.
Qualcuno che sappia dirmi la verità.
"Non mi importa che sia bello, un ragazzo deve prima sapermi coinvolgere" qualcuno che mi parli con queste parole. Io non dico mai come mi sento, sto sempre zitto anche quando invece dovrei dire la mia, annuisco sperando che chi mi parla taccia.
Vorrei trovare qualcuno che se ne accorga e che mi rimproveri per questo.
Ci credo ancora che troverò quella persona che mi guarderà dentro gli occhi quel poco di più, come a dire "Di qualcosa, io ti sto ascoltando".
#antoniodikeledistefano

Non starò più male per te un giorno, sarai lontana, io sarò bello da non crederci e tu non crederai che mi sarò abituato a non averti al mio fianco. E anche se sei stata la sensazione che la vita ad un tratto avesse voluto restituirmi qualcosa, vedendoti non mi sentirò più in colpa, perché si sbaglia sempre e l'ho capito tardi. L'ho capito quando la gola cominciava a strozzarsi per le lacrime e piangere in silenzio faceva un immenso rumore di solitudine. Non sai quanto avrei potuto darti se me l'avessi concesso. Non sai quanto ci soffrivo quando t'interrompevi come se certe cose non potessi capirle. Fare il possibile per non vederti sperando d'incontrarti, fare il possibile per dimenticarti sperando di fallire. Non ti chiederò più scusa per errori che non ho fatto, non mi scuserò più per la persona che non sono. Non terrò più dentro quello che realmente penso di te per non farti male, perché tu non mi hai mai protetto. Il dolore non aiuta a crescere, l'amore non cura le ferite, te le fa scordare, come i baci dopo i litigi. Non starò più male per te. Un giorno starò bene, e avrò un sorriso talmente grande che le persone che non vedo da un po' non mi chiederanno "Dove sei finito?" ma "Dove sei iniziato?".
#antoniodikeledistefano

Volevo scusarmi e le parole non mi venivano. Abbassai gli occhi in una compostezza quasi adulta mentre tu andavi via. Che si capiva da come camminavi che piangevi, con le mani in tasca e il passo di chi non mi avrebbe scritto per prima. "Tu non mi hai delusa, mi hai disillusa" dicesti un istante prima di voltarti. Non è vero che nulla è più forte dell'amore, la paura di stare male lo è. Ti toglie le parole quando dovresti sorprendere, ti fa dire "addio" per paura che ti anticipino, ti porta a tradire la persona alla quale tieni solo perché è più fredda del solito. Solo perché vorresti che ti rispondesse con la stessa intensità con la quale le scrivi, come se stare insieme volesse dire stare su una bilancia. Ma dov'è scritto che chi ha dato tutto ha fatto meglio? Io ti ho dato tutto e ho fatto male. Tu volevi essere amata e avere la certezza che ci sarei stato sempre, io essere sorpreso e non avere paura che mi avresti sostituito.
#antoniodikeledistefano

E poi non vado.
#antoniodikeledistefano

Il cuore senza paraurti. Noi a metà tra chi si abbraccia e chi si spinge, come il vento di Scalea faceva con le palme, che le guardavi da dietro il vetro del bar e non rispondevi alla cameriera che ti chiedeva "Che cosa gradisce?". Gradivi una vita migliore, dove i parrucchieri non ti tagliavano i capelli troppo corti, dove i balconi non servivano solo per stendere i vestiti ma anche per aspettare qualcuno che si sarebbe presentato. Io prendevo un caffè, poi fumavo una sigaretta. Lasciavi la luce accesa anche quando non c'eri, le scarpe davanti al letto e me ad aspettarti inutilmente in un angolo della città con il venti percento di batteria e i lacci delle converse bruciati nelle punte. Fuggivi perché non volevi sopravvivere ma essere felice. "Fatico a restare" dicevi e mi preoccupavo, perché io fatico a trattenere. Sdraiarci sul letto alle due, addormentarci alle sette, senza dire a tutti costi qualcosa. Come tossici dopo una dose.
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Qualcuno mi dia una risposta.

Non dovresti mancarmi perché mi hai già sottratto abbastanza.
Il sonno per esempio. Notti in cui non ci sono con la testa perché sei nella mia testa.
Pensare a tutte le volte in cui mi hai dimostrato che infondo non ci conosciamo , a tutte le volte che ti ho perdonata dicendomi "Capita a tutti di sbagliare".
Non è vero che ho bisogno di te per guardare avanti, perché hai preferito non esserci quando necessitavo di te per andare avanti. Tornerei perché mi sento isolato e vulnerabile quando non ho nessuno accanto, e me ne andrei di nuovo perché tu non mi tieni, perché tu sai solo sorridere con gli altri. Mi manca il tuo sorriso nei miei confronti, toccarti con tutt'e due le mani, dirti scusa quando non serve. In quei giorni che sembrano anni non dovresti mancarmi perché non te lo meriti, perché io merito. Non ha senso il fatto che esistono una serie di motivazioni che ci spingono a tornare dove non c'è ragione di restare.
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