[PR] Gain and Get More Likes and Followers on Instagram.

_love_youbae _love_youbae

78 posts   400 followers   155 followings

storie a capitoli  [📖] a story in progress [🌎] 27.12.2O16 [🌠] yu hou kamp raun hir

CAPITOLO 77
...la musica alta riempie la stanza e ragazzi che non riescono neanche a muoversi, cercano di ballare invano
"sembra di stare in una discoteca" urla il ragazzo al mio fianco che mi tiene stretta la mano, come si fa con i bambini piccoli quando si ha paura di perderli
annuisco e ci dirigiamo verso i tavoli dall'altra parte della stanza "vado un attimo in bagno, torno subito" urla michael prima di lasciare la presa e dirigersi negli spogliatoi
in lontananza noto Hallison seduta ad uno dei tavoli da sola e con lo sguardo fisso davanti a se, mi avvicino a lei e quando sono abbastanza vicina guardo nella direzione in cui Hallison sembra essersi incantata e vedo Ryan baciare una ragazza "Hallison" sussulta al suono della mia voce, ma non si volta a guardarmi, il suo sguardo resta su Ryan
"tesoro" cerco ancora di chiamarla, invano
" ehi bellissime" catherine si avvicina a noi con un sorriso sulle labbra
"cosa vuoi?" chiedo infastidita dalla sua presenza
"volevo solo salutarvi, non c'è più modo di essere nemiche se ho vinto io" lancia uno sguardo ad una coppia dietro le sue spalle, per poi rivolgersi di nuovo a me
"ciao ciao" sorride soddisfatta per poi andare via
la guardo mentre si dirige all'esterno con un gruppo di ragazzi e quando fuoriesce dal mio campo visivo mi volto nuovamente verso la coppia che catherine mi ha indicato prima: michael che sussurra qualcosa all'orecchio della ragazza al suo fianco, poi ricominciano a ballare uno appiccicato all'altra
mi avvicino ai due piccioncini lasciandro per un pó Hallison da sola
quando michael si avvicina lentamente
"non pensare male, posso spiegarti tutto" urla per sovrastare la musica
"allora spiega, forza" lo incito
mi prende per mano e mi porta fuori "so che ora sei arrabbiata, ma quella è mia cugina, non hai motivi di ingelosirti" sorride dolcemente
"allora perché mi hai mentito?"
"mentito?"
"hai detto che saresti andato in bagno, invece ti trovo a ballare con tua 'cugina'" "l'ho incontrata mentre uscivo dal bagno, abbiamo cominciato a parlare e mi ha portato in pista..." (sotto)

CAPITOLO 76
varco la soglia di casa dove mi aspetta mia madre
"cos'è successo di tanto importante?" vado verso di lei e noto un sorriso enorme sulle sue labbra
"questo sorriso mi fa paura" ridacchio mentre lei mi porge una lettera
"ci sei riuscita" poggia le sue labbra sulla mia fronte per poi avvolgermi in un abbraccio "che cosa intendi?" apro la busta velocemente e quasi svengo quando leggo ciò che c'è scritto
"andrai in California" mi ritrovo con lo stesso sorriso inquietante che aveva poco fa mia mamma
"non posso crederci" l'abbraccio fortissimo per poi saltellare per tutta la casa
è il giorno più bello della mia vita: presto andrò in California e stasera c'è il ballo di fine anno.
[...] "è arrivata anche a me e a James"
"ancora non ci credo, andremo tutti e tre nella stessa scuola" da quando sono tornata a casa, il sorriso non è ancora scomparso
"lo hai già detto a Michael?" chiede la mia migliore amica stesa sul mio letto "no, voglio dirglielo stasera" "abby..." la ragazza di fronte a me mi osserva con aria dispiaciuta "...so che è difficile, ma sono sicura che riuscirete a superare tutto" "lo so, io credo in noi, nel nostro amore" sospiro rassegnata
"e anche lui ci crede, ed è questo il primo passo per avere un lieto fine perfetto" mi abbraccia dolcemente e rimaniamo così per un pó.
[...] "abigail sono arrivati Michael e James" io ed Hallison scendiamo le scale sotto lo sguardo attento del mio ragazzo e del mio migliore amico
"ehi piccola" avvolgo le braccia attorno al suo collo sorridendo e faccio unire le nostre labbra in un bacio casto
"sei bellissima" sussurra al mio orecchio provocando brividi lungo la mia schiena
saluto mia madre con un bacio sulla guancia e ci dirigiamo verso la macchina di Michael, mentre Hallison e James verso la macchina di lui
"potevi evitare di mettere questo vestito" si lamenta una volta chiusa la portiera
"ma se ti piace tantissimo? non mi hai tolto gli occhi di dosso da quando ho aperto la porta" mi avvicino a lui stuzzicandolo
"no, non intendevo che ti sta male, è solo che..." comincia "...so già che questa sera altri ragazzi ti guarderanno" abbassa lo sguardo (sotto)

CAPITOLO 75
...la luce fioca della lampada illumina il mio quaderno di psicologia mentre ripeto per l'ennesima volta la stessa pagina.
mi giro verso il letto per osservare ancora una volta michael che sta dormendo beato.
dopo stamattina la giornata è stata fantastica, alla fine siamo venuti in camera e michael si è addormentato subito, mentre io, non avendo sonno, mi sono alzata e ho cominciato a ripetere per l'esame di domani.
"piccola vieni a letto" la voce di michael sostituisce il silenzio della stanza facendomi sussultare "tra poco" rispondo tenendo sempre gli occhi fissi sul quaderno
"con quale coraggio hai aperto questo quaderno?" le sue mani tolgono dalla mia visuale il quaderno e lo lanciano dall'altra parte della stanza
"dai, se non passo l'esame, sarò bocciata" "sai fin troppe cose per i miei gusti, devi riposarti" "non posso e lo sai, prendi quel quaderno!" mi prende in braccio e io allaccio le mie gambe al suo bacino per tenermi meglio
mi poggia delicatamente sul letto e comincia a baciarmi sulle labbra, poi scende alla mascella fino ad arrivare al collo dove un gemito di piacere fuoriesce dalle mie labbra, lo sento ridere
"shhh dormono tutti" ovviamente non lo ascolto dato che so perfettamente che in casa non c'è nessuno, i genitori sono in viaggio per lavoro e jordin è da un'amica
ricomincia a baciarmi mordicchiando ogni tanto
con agilità mi toglie la maglietta per poi arrivare al bordo dei jeans che raggiungono la maglietta sul pavimento
ribalto la situazione e compio i suoi stessi movimenti, nel frattempo lui mi slaccia il reggiseno facendomi portare istintivamente le mani sul seno per coprirmi, ma non per molto dato che michael le riporta tra i suoi capelli avvicinandosi al mio orecchio
"non coprirti, sei bellissima" sorrido a quella frase e quasi non mi accorgo che ha ribaltato nuovamente la situazione
"ti amo" sussurra prima di sfilare le mie mutandine e io i suoi boxer
"ti amo da morire" dice nuovamente [...] "credo di averlo passato" rispondo alla domanda di Hallison dopo aver pensato e ripensato a tutte le domande a cui ho risposto
"di questo passo prenderemo i voti più alti" dice lei ironicamente
(sotto)

CAPITOLO 74
..."abigail" provo a scappare, ma sono ormai circondata da tutte le persona che credevo mi amassero
"abigail cazzo svegliati" apro velocemente gli occhi respirando affannosamente
"vieni qui" michael mi attira a se quando si accorge che delle lacrime stavano rigando il mio volto
"ho avuto tanta paura" sussurro
"era solo un incubo, ci sono io quà" non ho la forza di ribattere, troppe lacrime, troppi pensieri, troppo dolore.
[...] sono passato alcuni giorni dal primo incubo
Michael non mi ha mai chiesto il motivo per il quale piangevo e gliene sono grata
oggi dobbiamo incontrarci e se troverò il momento giusto, gli parlerò
decido di mandare un messaggio a michael dicendogli che sto andando a casa sua
mi dirigo in bagno e mi preparo per poi uscire di casa
[...] "tesoro" la madre di Michael mi accoglie con un sorriso smagliante mettendosi su un lato per lasciarmi entrare
"buongiorno signora" sorrido anch'io prima di entrare
"se stai cercando michael non è in casa, ma se vuoi aspettarlo sarà di ritorno fra poco. Puoi aspettarlo in camera dato che io ora devo andare a lavoro" mi da un bacio sulla guancia ed esce di casa
salgo lentamente le scale ed entro nella sua stanza, osservo ogni minimo oggetto che si trova in quelle quattro mura e che ormai conosco a memoria
mi siedo sul letto e prendo il quadretto sul comodino dove dentro c'è una foto che ritrae me e Michael al nostro primo appuntamento, il ballo
me lo porto al petto e mi stendo.
[...] "piccola, svegliati" con le lacrime agli occhi getto le mie braccia al collo del mio ragazzo
"non ce la faccio più" sussurro tra un singhiozzo e l'altro
"va tutto bene, ci sono io qui" poggia delicatamente le sue labbra tra i miei capelli rassicuradomi
"puoi parlarmi di tutto, lo sai" annuisco contro il suo petto sentendomi per l'ennesima volta al sicuro
"non riesco più a dormire senza sognare te che stai con la tua ragazza" "e sei triste se sto con te?" "non sono io la tua ragazza, non so chi è, ma so che un ragazzo mi dice che sei fidanzato, vedendomi piangere questo ragazzo mi inviata ad andare a prendere una cioccolata al bar, ma arrivi tu, io ti urlo contro e scappo via..." (sotto)

CAPITOLO 73
..."ehy, scusami, sai dirmi dov'è michael miller?"
"miller? si, è nel parco con la sua ragazza..." a quelle parole sento il mondo crollarmi addosso, la sua ragazza? mi ha preso in giro per tutto questo tempo? come ho fatto ad essere così stupida? "tutto bene?" mi chiede il ragazzo di fronte a me, sono piuttosto confusa, ma quando mi accorgo che delle lacrime stanno percorrendo il mio volto, porto la manica della felpa al mio viso e comincio ad asciugarmi il viso
ringrazio il ragazzo e vado via di corsa
non posso ancora crederci che la persona di cui mi fidi di più a questo mondo mi abbia tradita
"aspetta" mi ferma per il polso "non sembri affatto di buon umore, ti va di andare a prendere una cioccolata calda?" non realizzo subito la domanda dato che sono concentrata su un solo argomento: il tradimento della persona che amo
"tranquilla, non voglio provarci, voglio solo fare amicizia" sorride e solo adesso mi accorgo che non è per niente male, occhi color cioccolato e capelli del medesimo colore, naso leggermente all'insù e labbra carnose
annuisco insicura alla sua offerta "abigail" al suono di quella voce mi pietrificò
"ehi amico, hai già finito di scoparti melissa?" quelle parole risuonano nella mia testa di continuo, mi giro verso di lui cercando di non piangere, ma quando incontro gli occhi che mi hanno fatta sentire al sicuro più volte, crollo
"abigail cazzo, non è come sembra"
"non voglio più parlarti, sei solo un coglione" corro via, mentre tutto attorno a me comincia a scomparire lentamente
"sei solo una delle tante troie, ti avevano avvertito tutti, ma non gli hai mai dato ascolto e ora piangi come una stupida per me"
"sei solo una puttana"
"ti avevo avvertita, ora tornerà da me come ha sempre fatto"
"fai solo pena"
le mie mani finiscono istintivamente sulle mie orecchie per fermare quelle maledettissime voci, ma non si fermano, non posso farle smettere, non posso far finta di non ascoltarle se sono nella mia testa
"sei solo una secchiona, non meriti nessuno nella tua vita"
"rovini solo la vita a tutti"
"perché non ci lasci stare?" "basta" urlo esasperata mentre tutte le persone a cui tengo di più continuano a ferirmi
"abigail"...

CAPITOLO 72
"sei serio?" sussurro mettendo a fuoco ciò che mi circonda "ti avevo chiesto di portarmi a casa" lo guardo perplessa e anche leggermente irritata
"non hai specificato quale" si giustifica "credi che sarei andata a piedi, a casa tua" "forse, ma ora è troppo tardi, avanti scendi" sorride e nonostante quel sorriso mi faccia impazzire, ora vorrei dargli solo un pugno in faccia
"dormo in macchina" annuncio, ma ovviamente lui non si arrende, scende dalla macchina e per l'ennesima volta mi poggia sulla sua spalla portandomi all'interno
"stasera dormi qui" chiude la porta a chiave per poi tornare da me
"questo si chiama rapimento" "no, questo è farti restare a casa mia contro la tua volontà"
"ed è rapimento" ripeto
"non fare la sapientona con me" "se prima volevo perdonarti, ora hai perso molti punti, dammi la chiave!" "no"
"michael, dammi la chiave" ripeto
"prendila" mi avvicino a lui e alza il braccio con in mano la chiave, quindi, essendo più alto di me, non riesco ad raggiungerla
"michael" lo rimprovero
"piccola, non puoi farci niente, o resti qui, o resti qui" sorride maliziosamente
"mi aggrappo alla sua vita per essere un pó più alta, ma la sua mano finisce dietro la schiena mentre con l'altra mi fa staccare da lui
"prova ancora" mette la chiave nei suoi boxer, non posso crederci, mi sta dando sui nervi
"michael basta, portami a casa"
"prendi la chiave e ti riaccompagno" un sorriso malizioso si fa spazio sul suo volto
"fanculo" mi dirigo verso di lui "posso almeno andare in bagno?" alza gli occhi al cielo e apre la porta prendendomi ancora in braccio
"devi restare per forza?" chiedo una volta entrata in bagno e vedendo che lui non ha intenzione di andarsene
"chi mi dice che non scapperai dalla finestra?" sbuffo rumorosamente
"girati e non sbirciare" mi vesto e mi lavo velocemente, faccio una coda disordinata e lo scanso per dirigermi nella sua stanza, non avrebbe senso andare via ormai, si è fatto tardi, sono scalza e vestita con solo una maglia
mi stendo nel letto girata dalla parte della finestra, in modo che non possa guardarlo negli occhi
"mi dispiace" non rispondo
"sul serio"
(sotto)

CAPITOLO 71
..."non avete una casa in cui andare? sono venuto qui per stare un pó in pace e non per vedere due persone arr...abigail?" mi giro verso la voce proveniente dall'altra parte dell'albero e quando lo vedo sbarro gli occhi
"jack?" quasi sussurro dallo stupore "da quanto tempo" mi allontano da michael che ormai aveva lasciato la presa su di me e vado verso il mio amico
"michael?" chiede riferendosi al ragazzo al mio fianco, annuisco sorridente
"jack, un amico di abigail" gli porge la mano ricevendo in cambio un'occhiata assassina
"okay, io dovrei andare" si avvicina dandomi un bacio sulla guancia
"aspetta, di a tua nonna che in questi giorni andrò a trovarla" "okay, ci vediamo in giro" lo vedo allontanarsi e quando è ad una distanza sufficiente mi giro verso michael arrabbiata
"è stato gentilissimo con te" lo rimprovero
"non mi piace" si lamenta
"a te non piace nessuno dei miei amici" dico esasperata
"perché sono ragazzi" "e tu allora perché hai amiche femmine?" mi ritrovo improvvisamente ad urlare e una lacrima minaccia di uscire, ma la caccio subito indietro
"non è la stessa cosa" "per te non è mai la stessa cosa" senza accorgermene la mia mano colpisce violentemente il suo viso e comincio a correre verso una meta sconosciuta
[...] sono ore che cammino nelle strade ormai buie della città, ragazzi ubriachi mi spintonano al loro passaggio, il mio telefono continua a vibrare avvertendomi dell'arrivo di molti messaggi e chiamate, non mi scomodo neanche a leggerli conoscendo già il mittente così mi limito a spegnerlo
non doveva comportarsi così, non può trattare tutti i miei amici in questo modo mentre io devo stare zitta quando mi presenta delle sue amiche, è snervante
"abigail" una voce spezzata chiama il mio nome, ma non riesco a girarmi per poterlo guardare in faccia
"piccola mi dispiace" sento delle braccia che avvolgono la mia vita attirandosi a sé, per quanto mi senta al sicuro tra le sue braccia, mi allontano senza guardarlo
"hai ragione, mi sono comportato da idiata, ma non riesco a vederti con qualche ragazzo che non sia io" sento dei passi avvicinarsi di nuovo e decido di guardarlo finalmente negli occhi (sotto)

CAPITOLO 70
..."grazie abigail" si avvicina al mio volto dandomi un bacio sulla guancia per poi scappare via
certo che è davvero strano quel ragazzo
continuo a dirigenmi verso il parco, adoro restare da sola, mi poggio sempre ai piedi di un albero per pesare a tutto ciò che mi capita, assieme al lago, è il mio posto preferito e fortunatamente è sempre deserto dato che non lo curano da un paio di anni
metto le cuffie facendo partire la riproduzione casuale, ma ben presto la interrompo a causa della vibrazione che annuncia l'arrivo di un nuovo messaggio
*dove sei?* sorrido a questa domanda, è incredibile come un semplice ragazzo mi faccia un simile effetto
*sto andando al parco abbandonato* la risposta non tarda ad arrivare
*sto arrivando, aspettami* se prima sorridevo, ora sto saltellando dalla gioia
ripongo il telefono nella tasca del jeans [...] appena lo vedo gli salto addosso baciandolo
"so che sono bellissimo, ma cerca di contenerti" mi allontano da lui scoppiando in una fragorosa risata
"è davvero carino questo posto" dice continuando a guardarmi
"peccato che stai guardando solo me" "sei tu il mio posto preferito"
"mi farai venire il diabete" "che cosa ti piace fare qui?" "mi distendo sull'erba e penso"
"a cosa?"
"sembri uno stalker" osservo ridendo
"mi piace stalkerare solo te" "ne sono onorata" "dato che siamo solo qui" un sorriso malizioso si fa spazio sulle sue labbra
"sei serio? vuoi davvero farlo qui?" chiedo schifata
"chi lo ha mai detto, io volevo solo giocare un pó" sussurra con voce roca che mi fa impazzire
"a che cosa precisamente?" una mano poggiata con forza sul mio sedere mi fa sobbalzare
"questo non dovevi farlo" cerco di essere il più seria possibile, ma senza successo "comincia a correre bello" "altrimenti?" "altrimenti ti farò così tanto male da toglierti la capacità di riprodurti"
"non credo proprio" si avvicina pericolosamente e prima che possa accorgermene comincia a farmi il solletico, così quella che comincia a correre sono io, ma ben presto mi fermo per la poca aria che mi arrivava ai polmoni
"ti ho presa" "solo perché mi sono fermata" lo stuzzico per poi unire le nostre labbra in un bacia tutt'altro che casto (sotto)

CAPITOLO 69
..."com'è andata?" una voce dietro di me mi fa sussultare, mi giro lentamente e incontro lo sguardo di Joyce
"ehii" le salto addosso "bene, a te, se non sbaglio avevi l'esame di filosofia" "si, credo sia andato uno schifo, non ho studiato neanche un pó e credo che quest'anno sarò bocciata" "nah, andrà tutto bene alla fine" "ehi piccola" sussulto a causa dello spavento, quando michael mi circonda le spalle con il suo braccio dandomi poi un bacio sulla tempia
"ciao amore" gli do un bacio a stampo per poi ritornare a Joyce che mi guarda disperata
"no miller, non ci vediamo da un sacco, non puoi venire qui e rubarmela" dice divertita
"mi scusi signorina, adesso vi lascio sole" la sua risata risuona continuamente nella mia testa provocandomi mille brividi, il suo sguardo passa dalla mia amica a me "ti chiamo più tardi" annuisco solamente per poi vederlo andare via
"ti va una cioccolata calda" nonostante sia già quasi estate, una cioccolata calda mi rende sempre felice, così annuisco felice per poi trascinare la mia amica al soliti bar vicino scuola
[...]"ti va un pó di shopping oggi pomeriggio?" chiede la mia amica mentre io continuo a sorseggiare la cioccolata
"per quanto la proposta sia allettante, no, domani ho l'esame di letteratura inglese e devo ripetere" "okay, sarà per un'altra volta, ora però devo andare o mia madre mi ucciderà" scappa via senza lasciare che la saluti "abigail" la voce di Ryan mi fa sussultare per l'ennesima volta
"ciao Ryan, siediti"
"sto lavorando, non posso" "okay, allora ora vado a pagare così posso andare via" prendo i soldi dalla borsa, ma la sua mano si poggia sul mio polso impedendomelo
"mi manca" "tra quanto finisci il turno?" chiedo sperando che finisca il più in fretta possibile
"se mi aspetti, tra dieci minuti sono da te" il suo tono di voce è molto più basso rispetto al solito
"ti aspetto fuori" sorrido ricevendo un cambio un semplice 'si' con la testa
[...] "ti va di fare una passeggiata?" mi alzo dalla panchina e mi dirigo verso il parco al suo fianco
"perché lo stai dicendo proprio a me?" chiedo sperando di cominciare una conversazione
"perché sei la sua migliore amica" (sotto)

CAPITOLO 68
...per poi stendermi affianco a loro e addormentarmi
dei capelli folti sulla faccia e delle dita tra i miei denti mi fanno saltare giù dal letto facendomi bestemmiare già di prima mattina
osservo per un tempo indeterminato l'orologio per poi realizzare di essere in ritardo, comincio a correre ovunque nella stanza facendo svegliare i due piccioncini
"dove trovi tutta questa voglio di vivere di prima mattina?" balbetta Hallison
"non è voglia di vivere, è voglia di non essere bocciata" rispondo ironica "James prendo in prestito una tua maglia" apro l'armadio e trovo in fondo all'armadio uno dei jeans che non trovavo più
"quando l'ho lasciato qui?"
"una di quelle sere in cui ti sei intrufolata in casa mia" sussurra con la voce impastata dal sonno
"troppe per ricordarsi eh" una risata riempie la stanza, mi giro verso di loro e li vedo ridere con gli occhi ancora chiusi
"svegliateviii" urlo saltandogli addosso
"ripeto, dove trovi questa voglia di vivere di prima mattina?" alzo gli occhi al cielo consapevole che non può vedermi
"svegliati idiota" mi dirigo in bagno e comincio a prepararmi.
"james muoviti, l'esame inizia tra dieci minuti" urlo dal piano di sotto mentre continuo a guardare l'orario sul telefono
"puoi smetterla di urlare?" un sbadiglio si fa spazio sul suo volto (non ho la minima idea di come si dica)
"no, ho l'esame tra poco e sono in ritardo" ripeto per l'ennesima volta
"finalmente" esulto vedendo James scendere le scale alla velocità di un bradipo con le mestruazioni
"guido io" in un attimo le chiavi della macchina di James mi vengono rubate da Hallison che saltella fuori di casa
"dove trovi tutta questa voglia di vivere di prima mattina?" si gira e mi fa la linguaccia per poi cominciare a mettere in moto la macchina
[...] "com'è andata?"...

CAPITOLO 67
..."sei stata una stupida" mi dice Hallison mentre suona il campanello
"ehi" dice James aprendo la porta
"non è vero" rispondo ad Hallison per poi rivolgermi a James "ciao patato" gli do un bacio sulla guancia ed entro in casa, mi dirigo direttamente nella sua camera seguita dagli altri due
"fa come se fossi a casa tua eh?" dice ironico James
"questa è casa mia" gli faccio l'occhiolino e mi butto sul letto
"cosa facciamo?" chiede Hallison stendendosi sul pavimento
"tuo padre?" chiedo io a James
"è a lavoro fino a domani pomeriggio" "perfetto, cosa volete cucinare?" domando ancora
"pizza..." risponde Hallison "...no aspetta, facciamo i pancake" continua
"facciamo entrambi" risponde James
"andiamo, sto morendo di fame" dico dirigendomi in cucina
[...] "no, la farina no" imploro james di non tirarmi addosso la farina
tutto è cominciato quando per sbaglio sono andata a sbattere contro Hallison sporcandola con l'uovo che avevo tra le mani, da lì è iniziata una guerra col cibo, ma ben presto finisce, dato che gli ingredienti che dovevamo usare per preparare la pizza e i pancake sono sparsi ovunque sul pavimento
"dovremmo andare al supermercato ora" dico lamentandomi
"vai a farti una doccia allora susu" dice James dandomi una pacca sul sedere "ma cosa avete tutti contro il mio sedere?" mi lamento massaggiandolo
"vai susu" dicono in coro ignorando ciò che ho detto poco fa
"siete degli idioti" dico correndo al piano di sopra
[...] "monster o burn?" domanda Hallison una volta arrivati al reparto scaffali
"non lo soo" rispondo, è sempre stato un mio dilemma esistenziale, burn o monster, nel dubbio prendo entrambi e li poggio su James che si è messo nel carrello ed è così pesante che neanche in due riusciamo a spostarlo bene
"hai mai pensato di dimagrire?" gli chiedo prendendo un pacco di biscotti dallo scaffale
"sono tutti muscoli tesoro" "poco creduto eh" risponde Hallison "solo un pó" "andiamo a pagare" dico ancora ridendo
[...] dopo aver pagato ed esserci beccati un'occhiataccia dalla commessa torniamo a casa
durante il viaggio in macchina non facciamo altro che ridere e cantare le canzoni che passano in radio (sotto)

CAPITOLO 66
..."andrà tutto bene finché sarai con me" mi prende per mano e mi porta all'interno
scorriamo bara dopo bara, ma di lui non c'è traccia, finché non vedo in lontananza Hallison seduta per terra con le ginocchia al petto e le braccia attorno ad esse, dei singhiozzi riecheggiarono tutt'intorno a noi
"quella non è..." sussurra michael al mio orecchio
"si, è Hallison" dico finendo la frase al posto suo
"vai, ti aspetto in macchina" mi bacia una tempia e va via
prendo un respiro profondo e mi avvicino
mi siedo accanto a lei e la sento sussultare, ma non alza la testa, come se avesse capito che sono io
"mi manca così tanto" l'avvicino a me e l'abbraccio forte "manca a tutti" sussurro
"vengo qui tutti i giorni, gli racconto della mia giornata, di ciò che mi preoccupa, do tutto. Non posso fare a meno di lui. Forse non ti ho mai raccontato perché io e Ryan ci siamo lasciati..." dice tutto d'un fiato, ma fermandosi sull'argomento 'Ryan'
"se non vuoi dirmelo..." mi interrompe "no, ho bisogno di parlarne con qualcuno che possa darmi un parere..." sorride falsamente "...l'ho lasciato io" dice, la guardo sconvolta
"perché?" "non volevo farlo sentire come una ruota di scorta. Sa tutto, ha cercato di convincermi a non lasciarlo, ma l'ho fatto lo stesso ed è andato via arrabbiato" dice cominciando a piangere di nuovo
"tesoro..." la stringo ancora più forte a me e restiamo li, senza fare niente per non so quanto tempo.
[...] "ti riaccompagnamo a casa?" chiedo ad Hallison che si era ormai calmata
"okay, ma abigail...non voglio restare da sola, non stanotte"
"allora dico a James che andiamo da lui a dormire" le faccio l'occhiolino e mando un messaggio a James dove gli dico che saremmo andate a casa sua
"dovresti smetterla di autoinvitarti ovunque" dice Hallison ridacchiando
"forse" "ciao piccolo" dico entrando in macchina
"ehi piccola" sento Hallison ridere
"ci sono anch'io eh" dice
"ciao Hallison" saluta michael per poi accendere l'auto
"puoi accompagnarci a casa di James?" "si, okay" stringe più forte il volante, fino a farsi diventare le nocche bianche, appoggio la mia mano sulla sua per tranquillizzarlo, ma non ci riesco, quindi decido di togliere (sotto)

Most Popular Instagram Hashtags